Il dolore
Prato, giardini chiusi per un mese solo se non sarà possibile renderli sicuri
Il vicesindaco Borchi spiega che nei prossimi giorni la giunta chiederà alle forze dell’ordine di aumentare i servizi di controllo antispaccio nella zona
PRATO. «L'amministrazione comunale si confronterà nei prossimi giorni con i rappresentanti delle forze dell'ordine -ha spiegato il vicesindaco Goffredo Borchi - per comprendere se ci sono le possibilità di modificare il sistema di controllo nei giardini della Passerella per contrastare il fenomeno dello spaccio e dell'uso di sostanze stupefacenti. In caso di risposta affermativa potremo attendere e verificare i risultati degli interventi. Ma se, a causa di carenza di organici, ci trovassimo di fronte ad una risposta negativa, non ci resterebbe che il tentativo di chiudere il giardino per un periodo di tempo limitato, al massimo un mese o un mese e mezzo, per verificare se chi usa il giardino per lo spaccio e il consumo di droga si allontana da quell'area. Una scelta che andrebbe nella direzione della tutela dell'ordine pubblico e per la tutela dell'incolumità delle persone, su tutti di mamme, bambini e famiglie. Una cosa è certa: l'amministrazione comunale, attraverso l'azione del sottoscritto e degli assessori Pieri e Milone, ha fatto di tutto per migliorare la situazione di quei giardini. Iniziative, eventi e soprattutto con la pulizia quotidiana del giardino, dove ogni giorno appunto intervengono gli operatori ecologici a fare pulizia di tutto, dalle siringhe ai normali rifiuti. Se questo non bastasse e se le Forze dell'ordine non potessero fare di più credo che sarebbe opportuno prendere in esame anche una soluzione drastica. Anche perché l'amministrazione comunale non ha le competenze per arrestare gli spacciatori né il potere di allontanare chi fa uso di stupefacenti in un luogo pubblico».
Le reazioni. «La proposta del vicesindaco Borchi di chiudere i giardini della Passerella per due mesi è inaccettabile - commenta Filippo De Rienzo del Pd - la soluzione proposta dall'amministrazione comunale per risolvere il problema del degrado dei giardini pubblici è quello di chiuderli per mandare i tossicodipendenti "un po' più in là". Così non solo non si restituiscono gli spazi verdi alle famiglie, ma si rischiano di creare zone di "serie a" e di "serie b" nella città. Capiamo la complessità del fenomeno, ma è evidente che non sono sufficienti né i controlli né l'ordinaria manutenzione del verde pubblico. È necessario mettere i cittadini in condizioni di frequentare il proprio quartiere con servizi e iniziative che non si limitino a qualche settimana estiva, ma facciano vivere i giardini giorno dopo giorno. Le lamentele dei cittadini non riguardano solo i giardini della Passerella, ma anche di altri parchi come l'ex Ippodromo. È quindi necessario un intervento d'insieme che non si limiti a chiudere i cancelli».
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