Sicurezza
Un centro commerciale al posto dell’ex fabbrica di stracci
Prato, via libera al recupero dell’immobile all’angolo tra via Filzi e via Tofani: il progettista dice che ci nasceranno 15 negozi, non tutti gestiti da cinesi
PRATO. In principio era un capannone industriale che tale è rimasto finché ha ospitato per oltre dieci anni il Citep. Ora che il consorzio degli installatori termoidraulici ha fatto le valigie per trasferirsi in via Galcianese, dalle ceneri di quella che era una fabbrica di stracci negli anni Cinquanta sorgerà un nuovo piccolo polo commerciale, a pochi passi dalle mura antiche: 13-15 negozi con un’area di parcheggio privato a uso pubblico comprendente 33 posti auto. Non siamo però in centro, dove anzi la crisi morde e i fondi si svuotano: il cambio di destinazione da edificio industriale a commerciale con relativi spazi a parcheggi ridisegnerà entro l’estate il volto di via Filzi dove, per l’esattezza all’incrocio con via Tofani, inizieranno a febbraio i lavori richiesti dalla “Cento Real Estate srl”, immobiliare pratese controllata da una società fiduciaria.
Relativamente breve l’iter urbanistico che ha accompagnato l’operazione (i permessi in Comune sono stati richiesti nel giugno 2013 e risale a dieci giorni fa l’approvazione della convenzione con l’amministrazione per il parcheggio privato a uso pubblico) e che, per dirla con le parole del progettista Stefano Perugi dello studio Lg di via Guittone d’Arezzo, «è destinata a riqualificare l’area e a migliorarla sotto il profilo dell’impatto ambientale grazie alla rimozione della copertura di eternit sul tetto del capannone: i cittadini potranno solo beneficiarne».
Entrando nel dettaglio, la nuova cittadella dello shopping si svilupperà su una superficie di quasi mille metri quadrati (tutta a piano terra) con 13 negozi in fondi di varie metrature (da 50 a 100 metri quadrati) e con la vetrina affacciata sia su via Filzi che via Tofani. Demolita una porzione di fabbricato per consentire l’accesso pedonale e delle auto in modo da rendere più scorrevole la circolazione dentro l’area parcheggi sul retro da dove sarà possibile accedere ai negozi (oltreché da via Filzi). Che non saranno tutte attività cinesi (i contatti con i futuri affittuari sono in corso): tra le prossime aperture, negozi di abbigliamento (anche grandi firme), oreficeria, agenzia di viaggi, assicurazioni, pratiche e servizi per l’immigrazione, bigiotteria, pasticceria, alimentari specializzato nella vendita di prodotti toscani e tabaccheria (queste ultime in mano a italiani).
E la viabilità non ne risentirà, anzi: grazie a un’unica corsia di scorrimento a senso unico, l’ingresso previsto per gli automobilisti sarà da via Filzi con doppia possibilità di uscita sia su via Filzi che via Tofani. Il nuovo mini-centro commerciale multietnico non porterà una colata di cemento in zona anche perché la superficie coperta sarà più che dimezzata passando dai 2500 dell’attuale fabbricato ai 900 metri quadri a favore dei parcheggi, con il risanamento dell’ex edificio industriale. Un percorso pedonale accessibile anche ai portatori di handicap, riparato da una pensilina di acciaio come elemento di decoro architettonico, completa il quadro dell’intervento di recupero che nelle casse dell’amministrazione frutterà circa 85mila euro, fra oneri di urbanizzazione e monetizzazione degli standard urbanistici.
Dulcis in fundo, un occhio di riguardo all’ambiente con la rimozione dell’amianto: via 2500 metri quadrati di eternit per sostituire il manto di copertura con pannelli di alta generazione coibentati. Quanto ai negozi, non necessariamente tutti i negozi parleranno cinese. «Ci sarà una selezione delle proposte e comunque i pratesi saranno i benvenuti», sottolinea il progettista Stefano Perugi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
