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Prato

Tabaccaio sventa la rapina e fa arrestare il bandito

Tabaccaio sventa la rapina e fa arrestare il bandito

In manette un uomo di 47 anni: si è trovato di fronte un campione di arti marziali e calciante della Palla Grossa, che è stato anche aiutato da un cliente

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PRATO. La polizia ha arrestato venerdì sera Michele Cannavò, 47 anni, con l'accusa di aver rapinato la tabaccheria di Andrea Pecoraro, in via Ciliani 172.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti delle volanti, Cannavò, già coinvolto in passato in un'inchiesta su una serie di rapine, è entrato nella tabaccheria col volto coperto da un casco e una sciarpa sulla bocca. Ha minacciato il tabaccaio con una pistola e si è fatto consegnare l'incasso (circa 200 euro).

Il bandito, non soddisfatto, si è avvicinato al bancone per afferrare dei pacchetti di sigarette e dei tagliandi di Gratta e vinci. E' in questo movimento che è caduto il caricatore della pistola, che si è rivelata un'arma giocattolo. Il tabaccaio, Andrea Pecoraro, ha provato a fermarlo ma è stato colpito da un pugno al volto e poi col calcio della pistola, sempre al volto. L'intervento di una terza persona, un cliente, ha consentito di bloccare il rapinatore, che poi è stato consegnato alla polizia.

Gli agenti hanno sequestrato l'arma, una riproduzione di una "Sig Suer P 226". Sul posto è intervenuta un'ambulanza col medico a bordo per soccorrere il tabaccaio e il rapinatore, che nel frattempo aveva preso anche lui alcuni colpi. Trasportato in ospedale, il tabaccaio veniva medicato e dimesso con una prognosi di 30 giorni per la frattura della cartilagine e diverse abrasioni all'orecchio sinistro e rottura di un dente dovuta dal colpo subito con il calcio della pistola.

C'è da considerare che normalmente il tabaccaio, campione nazionale di arti marziali, nonchè calciante di parte gialla del quartiere di Santo Stefano della Palla Grossa, tiene in negozio un cane razza Amstaff per la difesa personale. Che, sfortuna ha voluto, fosse andato via pochi minuti prima dell'ingresso del rapinatore.

Michele Cannavò, come detto, era stato coinvolto nelle indagini dei carabinieri su una serie di tre rapine, l’ultima delle quali, alla filiale della Banca popolare di Vicenza di via Fratelli Miniati, alla Castellina, fu sventata e portò all’arresto dei componenti della banda.

Visto l’esito di quella vicenda, forse Cannavò ha pensato che fosse meno rischioso rapinare le tabaccherie, ma non aveva calcolato di trovarsi di fronte un campione di arti marziali e calciante della Palla Grossa.

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