Il dolore
Il lavoro è il blasone della città
La cerimonia della premiazione dello “Stefanino d’oro” emoziona i capitani d’industria di Prato
PRATO. Audacia, coraggio e sacralità. Sono queste le tre parole che sono state abbinate al lavoro, “vero blasone della città”, alla cerimonia di premiazione dello Stefanino d'oro che ha affidato l'apertura dei lavori al prefetto di Prato Maria Laura Simonetti e a un emozionatissimo Giovanni Masi, imprenditore e ideatore del premio. Ed emozione è l’altra parola non detta ma respirata durante tutta la cerimonia che Prato dedica ai suoi “migliori” rappresentanti dell’economia cittadina e non solo. L’emozione, come già detto di Masi, per il riconoscimento arrivato al premio dalla Presidenza della Repubblica, l’emozione degli imprenditori premiati che si sono trovati a sentirsi dire dalla loro città “bravi, siete stati bravi. Onesti, rispettosi e con un ruolo sociale”. A Fabrizio Campaioli della Campaioli srl tremavano le mani mentre leggeva il suo discorso di ringraziamento. Un’emozione forte e intensa trasmessa ai presenti e ai colleghi, a Riccardo Bruschi di Tt tecnosistemi e a Marco Cavallaro di Apollo.
«Credo che questo nostro impegno, questo vostro impegno - ha detto monsignor Franco Agostinelli rivolgendosi alla numerosa platea ospitata nell’auditorium della Camera di commercio - sia da elogiare. Un uomo senza lavoro è finito e credo quindi che tutelarlo debba essere l'impegno di tutti».
Il pensiero del padrone di casa, il presidente della Camera di commercio Luca Giusti, nel suo intervento è andato ai giovani ma anche alla bellezza e alla gratificazione che si può avere nell’essere imprenditori. Con Fabia Romagnoli, neo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, sono arrivate parole nuove per una guida della fondazione: innovazione, creatività, crescita, talento. Parole vive e non polverose come a evidenziare una nuova era della Fondazione e un nuovo legame con la città.
Dopo l'intervento del presidente della Provincia Lamberto Gestri e del vicesindaco Goffedo Borchi che ha parlato di "lavoro blasone della città", il ministro per la coesione territoriale Carlo Trigilia, presente con un videomessaggio, ha parlato dell'esigenza di "combinare nanotecnologie con il tessile rilanciando il polo universitario pratese, esperienza non sfruttata come si dovrebbe con una maggiore collaborazione con le imprese".
"Prato - ha aggiunto - ha poi risorse da valorizzare nella produzione culturale con una centralità del Museo Pecci, dei beni storici del centro della città ma anche dell Pin e della musica. È bene prepararsi per poter attingere ai nuovi fondi strutturali europei".
Un sasso delle rive del Bisenzio, il bronzo come simbolo della conoscenza e il plexiglas sono stati invece i tre materiali con cui l’artista Gabriella Furlani ha voluto realizzare il premio. Tradizione, capacità di legarsi e innovazione: quasi una sintesi della storia di tanti imprenditori pratesi. E quella di Tt Tecnosistemi. "Siamo nati a Prato in un garage in viale Montegrappa -ha raccontato il titolare Riccardo Bruschi - e da allora abbiamo avuto un lungo percorso partendo dalle macchine da scrivere alle “nuvole” di oggi. Abbiamo 150 dipendenti e 35 milioni di euro di fatturato».
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