La protesta
Corsa al candidato sindaco, Tripodi fa un passo indietro
Il giovane esponente del Pd di Prato prende atto del consenso intorno al nome di Matteo Biffoni e lascia un memorandum in cinque punti al prescelto
PRATO. «Di fronte a questa unanimità intorno a Biffoni non resta che fare un passo indietro ma #PratoRipartiamo non si ferma qui». Lo dice Simone Tripodi (Pd) che si era fatto avanti per la candidatura a sindaco prima della discesa in campo del deputato renziano Matteo Biffoni. Tripodi dunque fa un passo indietro e diffonde una lettera aperta. Ecco il testo.
«Da qualche anno molti economisti hanno dichiarato che la mia è una “generazione senza speranza”, questo perché non c’è più la certezza di trovare un lavoro, di avere sanità e scuole gratuite, di avere una pensione e così via. E’ una tendenza diffusa, altri hanno parlato di giovani “bamboccioni”, “sfigati” ecc. Le parole del Papa “Non lasciatevi rubare la speranza” come messaggio rivolto ai giovani sono state, e restano, una fonte di incoraggiamento per tutti. Credo che in esse ciascuno possa trovare un incoraggiamento per osare. La speranza di un futuro migliore é un valore irrinunciabile. Io non rinuncio a sperare in un'Italia migliore ed è per questo che ho scelto di candidarmi a sindaco di Prato per le primarie del centro sinistra. Ritenevo utile la mia esperienza politica nella Circoscrizione Est insieme alla mia lunga esperienza nel mondo del volontariato. Pensavo di tradurre nella pratica, attraverso il confronto tra candidati nelle primarie di coalizione, alcune pagine della bella relazione che Fabrizio Barca tenne al Circolo di San Paolo qualche tempo fa. Prendo atto della convergenza trovata sull'onorevole Matteo Biffoni a candidato sindaco per la coalizione di centro sinistra, da parte del mio segretario nazionale, del mio segretario locale, della direzione del Pd pratese e dell'assemblea provinciale PD insieme a tutti i partiti che compongono la coalizione. Un'unanimità d'altri tempi».
«Ricordo che la diversità e la pluralità delle idee è una ricchezza per i partiti e per la democrazia mentre il confronto sulle persone finisce solo per minare i partiti nelle fondamenta. E io non mi voglio prestare a questo gioco personalistico in cui l'io conta più del noi: per questo la mia corsa finisce qui. Faccio un passo indietro e ritiro la mia candidatura a sindaco di Prato perché trovo irragionevole, per il Pd e tutto il centro-sinistra, insistere nella competizione di primarie che, a questo punto, non hanno più motivo di essere fatte, vista l'ampia convergenza sulla persona scelta e inoltre, in periodi di crisi, anche il costo economico che esse richiedono é un sacrificio che non si può chiedere al nostro elettorato».
«Resta inteso però che insieme a tutto il gruppo di lavoro di #PratoRipartiamo continuerò nell'impegno a favore della città come già ribadito al candidato Matteo Biffoni, nell'ultimo colloquio avuto in questi giorni. Ci sono però punti programmatici a me cari e irrinunciabili, con i quali continuerò a fare politica in città e con il chiaro obiettivo di fare il bene dei miei concittadini:
1) serve un'azione politica capace di guardare non solo verso Firenze e verso Pistoia ma anche verso tutti i comuni circostanti che compongono la nostra provincia. È doveroso sviluppare ed incrementare, insieme a tutti loro, tutte le iniziative possibili in materia di politiche del lavoro, sviluppo economico, urbanistico, ambientali, smaltimento rifiuti, risorse idriche, turismo, trasporti ecc.
2) serve una politica capace di parlare ed ascoltare i cittadini. Non ci dovrebbe più essere la necessità di organizzarsi in comitati per dare voce ai tanti disagi inascoltati dalla politica (su tutti Fattoria Medicea, Monumento al Vento, Degrado e insicurezza)
3) serve un impegno costante per la costruzione di una Casa comunale che ritorni ad essere veramente la casa di tutti, dove si decidono servizi migliori a costi contenuti. Una Casa comunale in grado di esprimere efficienza e trasparenza.
4) serve attuare ogni azione di contrasto contro la scellerata realizzazione della nuova pista di Peretola a favore di una valorizzazione, anche con progetti importanti e significativi, di tutto il parco della Piana.
5) serve un nuovo modo di progettare la città. Basta cattedrali nel deserto. Prato ha bisogno di progetti che sappiano riqualificare e correggere interi quartieri (a cominciare dalle questioni che interessano il Soccorso ed il vecchio ospedale) insieme a tutta la periferia ed al centro storico che non chiede nuove abitazioni ma servizi che soddisfino i tanti bisogni ancora oggi inevasi».
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