Il Tirreno

Prato

Il consenso si chiede, non si ordina

Il consenso si chiede, non si ordina

Magnolfi chiarisce: «Non abbiamo altri candidati né voglia di chiedere poltrone»

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PRATO. «Non abbiamo intenzione di chiedere assessorati o poltrone, abbiamo dimostrato lealtà votando delibere e indirizzi del sindaco e continueremo a farlo fino all’ultimo, ma il consenso non credo si possa ottenere con un ordine di servizio. Il consenso si costruisce con il confronto e il dialogo». Di Roberto Cenni dipinto come “uomo solo al comando” Alberto Magnolfi, capogruppo del Nuovo centrodestra in Regione, non vuole sentire parlare. «Non abbiamo nel cilindro - afferma - altri candidati da sostenere al di fuori di Cenni. E’ vero, però, che vorremmo capire, cosa sostenere e perché». Solo una questione di comunicabilità tra il sindaco in carica, che stenta a buttarsi nella mischia e ad annunciare il bis ma che ha già ricevuto il sostegno “senza se e senza ma” di Forza Italia e dell’Udc di Giovanni Bambagioni, e l’ex Pdl ora alfaniano, da anni anima critica della compagine di governo in Comune? No, c’è molto altro, e a detta di entrambi. Cenni di Magnolfi non si fida è l’ha detto con chiarezza alla cena da monsignor Aiazzi, l’altra sera, dove di fatto si è aperta la campagna elettorale: «Non sono disponibile - sono le parole di Cenni - a contrattare spartizioni di potere. Non faccio compromessi sulle battaglie per Prato». Magnolfi rivendica il potere di critica e libertà di pensiero: «Per affermare il quale - dice- si può anche rinunciare a vincere». Dunque tra Cenni e l’Ncd di Prato si profila un alleanza, probabilmente utile da entrambe parti, ma difficile.

A partire dai temi, almeno secondo Magnolfi: «Ho sentito parlare di guerra a Firenze - afferma Magnofi - ma le guerre tra città confinanti mi risulta si facessero nel Medioevo. Si combatte sui problemi ma si pensa al futuro dei territori costruendo alleanze». Eppure su aeroporto e piano strutturale, tra Cenni e la Regione è scontro aperto. «Magnolfi - attacca Riccardo Mazzoni, coordinatore provinciale di Forza Italia a un passo dal passare il testimone a Giorgio Silli - contraddice il principio di realtà: da cinque anni è la Regione che mette i bastoni tra le ruote a Prato. Non ci sono solo l’aeroporto e i 700 ettari di terreni di Prato che Rossi ha commissariato, c’è anche stato il tentativo da parte del presidente della Regione, di spalmare i 25 milioni di aiuti a chi ha perso il lavoro su tutta la Toscana. Mi pare bizzarro che l’ex capogruppo Pdl ora del Nuovo centrodestra in Regione non se ne sia accorto. La verità è che da molto tempo Magnolfi cerca deliberatamente di destabilizzare Cenni». Che non ha preso bene la richiesta, arrivata per lettera dagli Ncd di Prato, di avviare una fase di discontinuità politica: «E’ come accusare la giunta - attacca Mazzoni - di aver sbagliato tutto. Cenni ha difeso Prato punto e basta. Ha risanato i bilanci del Comune, ha risparmiato sui servizi, non ha fatto pagare la mini Imu. Sono fatti, è storia, ed è da rivendicare».

Nega invece che “discontinuità” debba leggersi come l’accusa di aver commesso errori, Magnolfi: «Chiedere un passo diverso non vuole dire che si è sbagliato tutto. E la dimostrazione sta nel fatto che il nostro sostegno a Cenni in consiglio comunale non è mai mancato anche sulle delibere che ci hanno lasciato perplessi. Ciò che noi vogliamo è poter dare il nostro contributo nella discussione: parlare ed essere ascoltati». Una stoccata Magnolfi la riserva a Mazzoni: «Causa - afferma - di molte delle difficoltà attuali proprio per una conduzione del partito eccessivamente chiusa e autoritaria. Se una maggioranza prima coesa - conclude - si è via via sfaldata qualche ragione ci sarà. E’ stato l’approccio sbagliato».

Per poter procedere assieme in un campagna elettorale alle porte che si annuncia piena di insidie, Forza Italia e Nuovo centrodestra dovrebbero “resettarsi”: «Che si può anche fare - conclude Mazzoni - ma tenendo a mente quello che diceva un vecchio assessore socialista: dimentica il passato ma tienilo presente per il futuro».

Un futuro nebuloso anche per i “piccoli” della fronda “a mano destra” anti Cenni, che arriveranno alle amministrative ognun per sè dopo aver provato a dialogare. Gli Indipendenti per Prato faranno una lista con il proprio candidato sindaco, altrettanto la Città Forte, che proprio oggi darà il via libera a Riccardo Bini a buttarsi nell’agone. Un favore ai supporter di Cenni.

Cristina Orsini

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