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Prato

Caso Sgarbi, il consiglio direttivo del Pecci: agito in modo trasparente

Caso Sgarbi, il consiglio direttivo del Pecci: agito in modo trasparente

Intanto il critico d’arte conferma di adire le vie legali contestando l’operato della commissione accusata di aver violato la legge

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PRATO. All’indomani della conferenza stampa infuocata di Vittorio Sgarbi, escluso dalla rosa dei candidati alla direzione del Centro Pecci, il Consiglio direttivo del Centro Pecci, in una nota,« ribadisce l'opportunità della decisione, condivisa con il Comune di Prato e la Regione Toscana, di ricorrere ad un avviso pubblico per l'affidamento dell'incarico di direttore. Non è stata seguita la strada degli accordi nelle segrete stanze, ma si è scelto di operare in modo trasparente, ampliando la rosa dei potenziali candidati. La risposta è stata all'altezza delle aspettative, per la quantità dei progetti e la loro qualità. È stata strategica anche la scelta di avvalersi dell'aiuto di una commissione qualificata, composta da professionalità diverse e di grande esperienza, per valutare curricula e progetti, e la loro coerenza rispetto alle richieste contenute nell'avviso pubblico».

«L'ulteriore approfondimento della commissione - prosegue il comunicato - consente ora al Consiglio direttivo del Pecci di valutare con maggiori informazioni quale dei candidati sia più adatto per la direzione del Pecci in questa particolare fase, con l'ampliamento degli spazi e lo sviluppo di nuove funzioni.La scelta di un candidato non significa attribuire agli altri un giudizio di merito inferiore, ma significa riconoscergli una maggiore corrispondenza rispetto alle attuali esigenze del Centro. Il Consiglio direttivo del Pecci ringrazia tutti i 38 candidati per l'impegno con cui hanno risposto all'avviso pubblico: è un patrimonio di relazioni che potrà essere prezioso per il futuro e per le tante e molteplici iniziative che la città potrà intraprendere. Ringrazia la commissione per il lavoro svolto, con serietà e competenza».

La battaglia legale di Sgarbi. Vittorio Sgarbi adisce le vie legali contro la Commissione esaminatrice incaricata di individuare il nuovo direttore del Museo Pecci di Prato. La decisione è maturata nelle ultime ore dopo che la stessa Commissione ha fatto trapelare all'esterno che la candidatura di Vittorio Sgarbi è stata depennata dall'elenco degli idonei. Il legale del critico d'arte, Giampaolo Cicconi, osserva come «la scelta e la graduatoria sono viziate da eccesso di potere e affette da violazione di legge»

Spiega Cicconi che «la commissione esaminatrice non ha stabilito i criteri di valutazione applicati nell'esame dei titoli dei candidati, né ha motivato la relazione inviata all'autorità che ha poi il potere di nomina; la scelta e la graduatoria dei candidati inclusi nell'elenco degli idonei non hanno costituito oggetto di alcuna motivazione; la Commissione esaminatrice non ha enunciato i criteri applicati nella valutazione dei titoli, e la relazione è priva di un elemento essenziale a sostegno delle proposte ivi contenute»

Secondo il legale di Sgarbi «la Commissione esaminatrice ha, quindi, violato le disposizioni di legge. Le formalità imposte dalla selezione devono essere considerate di carattere sostanziale. Infatti, la determinazione preventiva dei criteri di valutazione ha lo scopo di garantire che l' esame dei titoli avvenga in modo oggettivo e scevro da ogni arbitrio. D' altro canto - osserva il legale - il requisito della relazione "motivata" deve consentire all'autorità che ha il potere di nomina, di fare prudente impiego della sua liberta di scelta, il che presuppone che essa sia informata sia dei criteri generali adottati dalla commissione esaminatrice, sia dell'applicazione fattane nei confronti dei candidati inclusi nell' elenco degli idonei». Cicconi conclude con una domanda: «Come possono escludere Vittorio Sgarbi sostenendo che non garantirebbe la presenza effettiva, requisito peraltro nemmeno indicato nella valutazione delle candidature e nei requisiti per l'ammissione ?»

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