Il Tirreno

Prato

Due presunti usurai arrestati per prestiti ai commercianti

A insospettire la Finanza la sproporzione tra il tenore di vita e il reddito dichiarato, poi sono arrivate le denunce

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PRATO. Due uomini originari della Campania sono stati arrestati lunedì dai militari della Compagnia della guardia di finanza con l’accusa di aver fatto prestiti a usura a un paio di commercianti, uno dei quali è titolare di negozi nel centro storico di Prato.

Agli arresti domiciliari sono finiti Pasquale Tarantino, 44 anni, residente a Prato, e Giovanni Diana, 43 anni, residente a Imola in provincia di Bologna. Entrambi sono originari della Campania.

I finanzieri hanno eseguito due ordinanze di custodia chieste dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri (che ha ereditato un fascicolo del collega Giuseppe Ledda) e concesse dal giudice per le indagini preliminari al termine di una lunga serie di accertamenti, iniziati nella seconda parte del 2012.

Da quanto si è appreso, i due arrestati avrebbero concesso prestiti a usura, con tassi del 120% annuo ma con picchi fino al 330%, a un paio di commercianti di Prato. I particolari dell'operazione sono stati forniti dal capitano Luigi D'Abrosca della guardia di finanza.

Nella stessa vicenda è coinvolto un terzo indagato, residente a Forlì, che si occupava di mettere in contatto gli imprenditori in difficoltà coi presunti usurai e provvedeva poi a riscuotere.

Il sistema ipotizzato dalla Finanza è che venissero concessi prestiti di alcune migliaia di euro: i debitori erano tenuti a versare la quota interessi ogni settimana.

Secondo gli inquirenti i due arrestati si erano accreditati come disponibili a fare prestiti grazie al passa parola. Avrebbero anche minacciato i debitori per convincerli a pagare. L'inchiesta è nata dalla denuncia dei negozianti.

Oltre alle ordinanze di custodia cautelare, il giudice ha ordinato un sequestro di denaro contante per circa 150.000 euro, pari al giro d'affari finora accertato.

Oltre che dalle denunce dei debitori, le indagini della guardia di finanza hanno preso avvio dalla sproporzione tra il tenore di vita dei due arrestati e quanto dichiarato al fisco. Tarantino e Diana, riferiscono gli investigatori, non risultano avere occupazioni stabili.

Nel corso delle indagini sono state disposte intercettazioni telefoniche e ambientali che, sempre secondo gli inquirenti, avrebbero confermato i sospetti iniziali.

Finora, come detto, i casi di prestiti a usura sono due, ma gli investigatori non escludono che qualcun altro nel frattempo possa farsi avanti per raccontare di aver ricevuto prestiti. E dunque l’indagine non può dirsi conclusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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