Sicurezza
Biffoni: nessun passo indietro sui blitz nel distretto parallelo
Prato, il candidato a sindaco del Pd snocciola le sue prime scelte per la campagna elettorale e apre anche sulla Palla grossa
PRATO. Rilancia su palla grossa e palazzo Pretorio – rafforzando l'immagine di città di Filippo Lippi –, non rinnega i blitz anti-illegalità nel distretto delle confezioni e lancia un monito pesante al presidente della Regione, Enrico Rossi sulla proposta di creare accanto ai capannoni dei dormitori legali per gli operai cinesi: «Se deve occuparsi di Prato in questo modo è meglio che non se ne occupi proprio».
Nell'intervista-talk in onda ieri su Toscana Tv, Matteo Biffoni – candidato del Pd a sindaco – ha iniziato a calare le sue carte per la campagna elettorale delle amministrative.
Il deputato ha toccato i capitoli principali della politica cittadina: ampliamento dell'aeroporto di Peretola, rapporti con Firenze governata da Matteo Renzi, raddoppio della declassata al Soccorso (con una netta preferenza per l'interramento alla soluzione del viadotto). Snodi cruciali sono stati, in particolare, la sicurezza – in testa il tema dell'illegalità economica cinese – e due dei successi della giunta Cenni, la riapertura di palazzo Pretorio e il Settembre pratese.
Sull'approccio da adottare col ribattezzato distretto parallelo, Biffoni ha mostrato più affinità con l'avversario assessore Aldo Milone che con l'alleato presidente Rossi: «Sui blitz non si possono fare passi indietro, alle violazioni devono corrispondere delle sanzioni. Quello che manca, però, è un percorso con i dipendenti e gli imprenditori cinesi per andare nella legalità».
Una visione che taglia fuori la proposta del governatore di mettere a norma nei laboratori e nelle aziende dei pronto moda degli alloggi con allacciamenti di luce e acqua: «Creerebbero dei ghetti indegni». Anzi, per il deputato è «di sinistra» difendere i diritti dei lavoratori e mostrare intransigenza sul rispetto delle leggi sul lavoro. Nessun fendente contro la giunta neanche su palazzo Pretorio e sul Settembre Pratese.
Rispetto al successo della mostra Officina pratese ha confidato di avere in mente un piano ambizioso: «Non accontentiamoci di quel successo. Possiamo rilanciarlo, pensando a Prato come un centro lippiano unendo le opere custodite negli scantinati degli Uffizi». E sul Settembre Pratese: «Va fatto meglio. La Palla grossa è una tradizione da mantenere e migliorare. Dovrà essere il fulcro di una rassegna di eventi da articolare in tutto il centro storico».
Biffoni ha inoltre provato ad allontanare i dubbi su una sua possibile subalternità a Renzi, che lo ha designato personalmente nella riunione della direzione nazionale del Pd: «Avere una relazione aperto con Firenze è un vantaggio per la città. Quell'investitura è arrivata dal segretario del Partito Democratico non dal sindaco di Firenze».
E ne ha dato saggio sulla pista convergente-parallela di Peretola, fortemente sponsorizzata dal primo cittadino di Firenze: «Non sono disposto neppure a sedermi a un tavolo senza che ci siano delle carte ad attestare l'assenza di rischi per Prato».
Ancora da decidere, invece, se sulla scheda elettorale il Pd sarà affiancato da una lista civica per Biffoni sindaco.
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