Italia
Uccise la compagna, condannato a 18 anni
Mario Bartoli, ritenuto capace di intendere, tentò inutilmente di togliersi la vita. Risarcite le figlie
PRATO. Ci sono volute più di quattro ore di camera di consiglio al giudice dell’udienza preliminare Silvia Isidori per pronunciare la condanna nei confronti di un uomo già condannato dalla vita, quel Mario Bartoli, 58 anni, che il 12 aprile del 2012 uccise con un colpo di pistola la compagna Gianna Toni, di tre anni più giovane, nella villetta dove vivevano da separati in casa sulle colline di Carraia, nel comune di Calenzano.
Bartoli, difeso da Alberto Rocca, è stato condannato col rito abbreviato a 18 anni di reclusione, così come aveva chiesto il pubblico ministero Benedetta Foti. Alla lettura della sentenza era presente l’imputato, costretto dal giorno dell’omicidio su una sedia a rotelle perché tentò di uccidersi e non ci riuscì. Da quel giorno è detenuto nel centro clinico del carcere Don Bosco di Pisa.
Decisiva per il computo della pena è stata la perizia del dottor Rolando Paterniti, che aveva concluso per la capacità di intendere e volere dell’imputato al momento dei fatti.
Il giudice ha escluso la premeditazione e l’aggravante dei motivi abietti e non ha concesso le attenuanti generiche. Le parti civili, alcune delle quali assistite dall’avvocato Fabio Generini, hanno ricevuto dei risarcimenti provvisionali: 100mila euro a testa alle tre figlie di Mario Bartoli e Gianna Toni, 25.000 euro alla madre della donna, 15.000 al fratello.
Mario Bartoli e Gianna Toni, dopo 20 anni di convivenza, avevano deciso di interrompere il loro rapporto, pur continuando a vivere nella stessa casa, una bella villa sulle colline di Calenzano. Poco prima della tragedia avevano anche fatto un viaggio insieme a Londra e nulla, all’esterno, lasciava presagire come sarebbe andata a finire.
La sera dell’omicidio in casa c’erano sei persone: oltre a Bartoli e a Gianna Toni, la figlia sedicenne nella stessa stanza dove echeggiarono gli spari e le due figlie più grandi insieme al fidanzato di una delle due in un’altra stanza.
Mario Bartoli fu trovato in un lago di sangue e portato d’urgenza all’ospedale, mentre per la compagna non ci fu niente da fare.
La condanna era scontata, restava da quantificare la pena, cosa che ieri poco dopo le 19 ha fatto il giudice Isidori.
Paolo Nencioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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