Attenzione
Protesta davanti all’Ambasciata cinese
I parenti delle vittime dell’incendio della Teresa Moda alzano il tiro e sperano di ottenere indennizzi economici
PRATO. I parenti dei sette operai cinesi morti nell’incendio della confezione Teresa Moda stavolta hanno scelto il bersaglio grosso per le loro proteste volte a ottenere un indennizzo per la morte dei loro cari e aiuti economici per pagare le spese dei funerali. Dopo aver manifestato davanti al Consolato cinese di Firenze, lo scorso 8 gennaio, ieri sono andati a Roma per protestare davanti all’Ambasciata della Repubblica popolare cinese.
Lo rende noto l’avvocato Antonio Bove, che assiste i familiari delle sette vittime della Teresa Moda, e lo conferma al telefono un’addetta dell’Ambasciata. Ieri mattina, riferisce l’avvocato Bove, un gruppo di parenti, gli stessi che da tre giorni si sono sistemati nel pronto moda Oscar di via Val d’Aosta a Prato, si sono presentati davanti alla sede diplomatica della Repubblica popolare, in via Bruxelles, e hanno esposto striscioni, probabilmente gli stessi esposti al Consolato di Firenze, nei quali si chiedeva giustizia e un risarcimento.
La notizia dei parenti accampati nel pronto moda Oscar è stata variamente commentata ieri in città. Nel corso di una conferenza stampa sulle attività di controllo nelle confezioni cinesi, all’assessore alla Sicurezza urbana Aldo Milone è stato chiesto se avesse per caso intenzione di mandare i vigili urbani a sloggiare i parenti delle vittime (visto che ad alcuni è scaduto il visto e dormono in un pronto moda(. «Non sono così cattivo...» ha tagliato corto Milone.
Dal Comune fanno invece sapere che l’avvocato dei cinesi, Bove, nei giorni scorsi si è messo in contatto col direttore generale e che l’assessore Silli si era attivato per trovare una sistemazione in un ostello. Erano stati forniti un paio di indirizzi, con l’intesa che le associazioni cinesi avrebbero provveduto a vitto e alloggio, ma poi evidentemente non se n’è fatto di nulla e gli stessi assessori hanno scoperto leggendo i giornali che i parenti delle vittime cinesi si erano sistemati nle pronto moda di via Val d’Aosta.
Oggi l’avvocato Bove sarà in città per parlare con Comune Provincia di possibili aiuti economici ai parenti delle vittime. Al momento le maggiori speranze dei cinesi sono legate all’idea del presidente della Regione Enrico Rossi che pensa di usare la legge sugli indennizzi ai familiari delle vittime di incidenti sul lavoro (si parla di cifre comprese tra i 20mila e i 25mila euro per ogni vittima).
Per accedere a questo tipo di contributo, però, bisognerà produrre documentazione che attesti l’effettivo grado di parentela, e servirà la collaborazione del Consolato cinese di Firenze. (p.n.)
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