Gioco
Prato, il consolato cinese assicura di aver fatto tutto il possibile
Il viceconsole Yang Han: «Il vero motivo per cui non si sono svolti ancora i funerali e che i familiari attendono il risarcimento dall’azienda»
PRATO. Una storia di morte e di dolore, che mai il valore materiale del denaro potrà ripagare. La giustizia poi, certamente, dovrà fare il suo corso. Intanto però è di denaro che hanno bisogno i familiari delle vittime del 2 dicembre nel rogo di "Teresa Moda", per tirare avanti, per cremare le salme dei loro cari e magari ritornare in Cina. E così vanno avanti a forza di proteste, prima davanti alla sede del consolato di via Della Robbia a Firenze e poi a quella dell’ambasciata di Roma. Quello che poteva fare, però, la console Wang Xinxia l’ha fatto, a quanto si evince dal resoconto puntuale e dettagliato delle azioni messe in capo dal 2 dicembre in poi. Solidarietà ai parenti è la parola d’ordine del consolato cinese di Firenze. Che rivendica un ruolo nell’opera di collegamento tra il paese del Dragone e la comunità orientale di Prato rappresentata dalle associazioni. Un sostegno che è arrivato, tiene a ribadire l’autorità consolare, non dunque promesse vane come invece aveva lasciato chiaramente intendere il legale dei familiari che li assiste, l’avvocato Antonio Bove.
«I primi fondi raccolti – precisa il viceconsole Yang Han - sono già stati consegnati. I funzionari consolari hanno visitato i familiari ed erano al corrente del fatto che avessero ricevuto per due volte gli aiuti economici offerti dal gestore dell’azienda interessata. Il vero motivo per cui non si sono ancora svolti i funerali per le sei vittime è che i familiari dichiarano di non volere avviare la cremazione delle salme finché non ottengono il risarcimento. Dato il divario incolmabile tra la cifra rivendicata dai familiari e quella offerta dall’azienda, le parti interessate non riescono fino a oggi a raggiungere un accordo».
Una posizione dunque che non si discosta molto da quella racchiusa nella lettera inviata al Tirreno dalle associazioni. C’è poi un’altra partita legata all’iter burocratico che il consolato ha dovuto gestire nelle ultime settimane.
«Il consolato - si legge fra le righe - ha mantenuto costantemente i contatti con le forze d’ordine e le autorità competenti in modo che si potessero avere quanto prima possibile i risultati definitivi sull’identificazione delle vittime. Il 25 dicembre il consolato ha comunicato con i familiari, nei primi momenti dopo aver ricevuto la comunicazione ufficiale dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato sull’autopsia e la comparazione del Dna, oltre al nulla osta per la restituzione delle salme».
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