La manifestazione
Marconi “salvo” per ora l’accorpamento non c’è
Riunione in Provincia con sindacati, insegnati e categorie economiche Tra le preoccupazioni espresse anche quella dei posti di lavoro a rischio
PRATO. La questione Marconi finisce sul tavolo dell’amministrazione provinciale. Una delegazione formata da sei insegnanti con il rappresentante d’istituto Federico Cammarota, Giuseppe Lorenzo del sindacato scuola Gilda, Daniele Monticelli di Cgil, Annastella Tempestini della Cisl e Alessandro Rizzello della Uil, ha incontrato ieri la dirigente del settore Istruzione, Franca Ferrara, la quale ha ascoltato le legittime preoccupazioni del gruppo sul futuro dell’istituto scolastico, sorte dopo che è cominciata a circolare l’ipotesi accorpamento. Durante l’incontro, al quale la vicepresidente Ambra Giorgi non ha potuto partecipare perché assente per motivi di salute, è arrivata la smentita da parte della dirigente che ha ricordato come la politica attuata negli ultimi quattro anni sia stata mirata a mantenere l’autonomia del Marconi, nonostante il numero di iscritti all’istituto che si mantiene al di sotto della quota di 600 studenti prevista dalla legge per l’autonomia (quest’anno gli studenti sono poco meno di 500). «Nonostante tutto, al momento non c’è alcuna ipotesi accorpamento - ribadisce Ferrara rammentando le parole dell’assessore Giorgi dei giorni scorsi – la Provincia ha completato il dimensionamento a fine novembre mantenendo la situazione attuale, lo dicono le delibere approvate». Se per l’anno scolastico 2014/2015, dunque, il Marconi è “salvo”, gli scenari futuri non sono ad oggi prevedibili, complice l’incertezza, da parte della Provincia, legata alla possibilità di garantire lo stesso impegno a causa dello svuotamento dei poteri dell’ente a cui si va incontro. Tra le maggiori preoccupazioni sollevate dagli insegnanti c’è il destino del personale, se nella peggiore delle ipotesi, a livello regionale si optasse per l’accorpamento della scuola con il Datini o altri istituti professionali: «In questo caso si porrebbe un problema di posti di lavoro - fa notare Daniele Monticelli - di tutto ha bisogno il Marconi in questo momento tranne che di diventare un ramo di qualcos’altro, c’è bisogno semmai di scommettere su questo istituto per rilanciarlo». Dalla sua infatti la scuola ha il vantaggio di avere una ricaduta positiva sull’occupazione. La conferma arriva dal mondo dell’artigianato che apprezza la preparazione tecnica dei diplomati dall’istituto professionale di via Galcianese: «Come mondo dell’impresa siamo attenti alla questione Marconi, con cui abbiamo attivato una proficua collaborazione - afferma Francesco Bigagli della Cna – tuttavia, si potrà continuare a collaborare appieno solo se manterrà una sua identità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google