Il Tirreno

Prato

Ecco i parroci “convertiti” ai social

di Anna Ciattini
Ecco i parroci “convertiti” ai social

Preti sempre più attivi su Facebook. Ma per Don Ilunga è Twitter la vera frontiera

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PRATO. «Il Signore bussa alla porta del nostro cuore. Forse noi abbiamo messo un piccolo cartello con scritto: non disturbare?». Twittava così @Pontifex_it, ovvero Papa Francesco. Il Pontefice da qualche tempo si è messo al passo coi tempi, seguendo e ricalcando le orme del suo predecessore.

A Prato il primo sacerdote con un account Twitter è stato don Jean-Jacques Ilunga, parroco di San Paolo a Stagnana. «Twitter consente di comunicare in modo efficace e diretto senza quell'invasione tipica di Facebook, prima o poi anche gli altri miei colleghi si “convertiranno” a Twitter», spiega il sacerdote.

Don Ilunga è su Twitter già da un anno ed ha fatto aprire un account anche per la stessa parrocchia di San Paolo che conta circa 400 tweet e 50 followers. «È possibile parlare di religione anche attraverso i social network – ragiona Don Ilunga – anche perché è bene che a fianco di tutte le leggerezze che vengono scritte, ci sia qualcuno che pubblica contenuti più strutturati».

La parrocchia di San Paolo su Twitter è un caso unico a Prato mentre Facebook ha cominciato a raccogliere qualche adesione già da un po' di anni. I gruppi e le pagine aperte dai parrocchiani sono tante come quella dell'oratorio San Pietro di Jolo e quella dell' oratorio cittadino Sant'Anna. La Diocesi pratese stessa ha 190 “mi piace” sulla propria pagina, usata per diffonde notizie sul vescovo Franco Agostinelli e promuovere le attività.

San Michele a Cerreto con 110 “mi piace” viene subito dopo. La parrocchia di Oste a Montemurlo, che ricade sotto la “giurisdizione” della Diocesi di Pistoia, è molto attiva sul suo profilo: pubblica comunicazioni su attività, orari del catechismo e articoli di giornale che riguardano la parrocchia.

Alcune pagine come quelle della Parrocchia Regina Pacis e quella della parrocchia Sant’Ippolito in Piazzanese sono state create e poi apparentemente abbandonate anche se ogni tanto qualche fedele prova a battere un colpo per vedere se c’è qualcuno che risponde.

Più diffusa su Facebook, in confronto alla presenza delle parrocchie, è la partecipazione dei sacerdoti anche se sul totale dei preti della Diocesi restano comunque un fenomeno di nicchia. Che però mostra uno spaccato importante di Chiesa, una voglia di trovare nuovi modi per comunicare con la propria comunità.

Don Massimo Malinconi, parroco di Cafaggio con 449 amici è il sacerdote pratese più gettonato su Facebook con commenti sulla Fiorentina, sullo sport e su notizie di giornale: un parroco dei tempi moderni.

Don Antonio della Vecchia, padre sacramentino di Sant'Agostino, che su Facebook si chiama Tonyno Tonyno con 229 amici, usa Facebook per dare consigli a chi scrive in bacheca per cercare un conforto, regalare aforismi, pensieri e consigli attraverso le sue "perline", come lui le chiama.

Fedeli o amici su Facebook? I confini si fanno labili e questo di certo aiuta ad avvicinare il parroco alla “sua” gente: «Tanti auguri Tony! Non mangiare troppo questa sera», scriveva una fedele in vista del cenone di San Silvestro. La risposta di Tonyno non è mancata: «Il menù della sera, il cosiddetto cenone, comprende: pomodori, porri, finocchi, cetrioli, insalata, ovvero insalatona, con probabile aggiunta scatoletta di tonno più mela. Un grande augurio a tutti voi!». La dieta, dunque, è salva.

Padre Mauro Pellegrini, viceparroco di Sant'Agostino e Alessio Santini, direttore della pastorale giovanile diocesana e parroco di San Pietro a Grignano da pochi mesi, sono entrambi due sacerdoti giovani e presenti su Facebook fin dal 2008. Tante sono le foto che hanno condiviso sia di gite con i ragazzi del catechismo sia di momenti più personali come quella del profilo di don Alessio Santini al bar davanti a un bicchiere di birra. Presenti su Facebook lo stesso Ilunga con un profilo privato – dunque è impossibile sbirciare sul suo "muro" virtuale senza inviargli una richiesta di amicizia – e don Alessandro Nucci, parroco di San Giuseppe anche lui con profilo blindato ma con il numero più alto di amici: ben 982.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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