Il Tirreno

Prato

Botta e risposta tra il sindaco e i giovani nel dibattito del “Bubbone”

di Carlandrea Poli
Botta e risposta tra il sindaco e i giovani nel dibattito del “Bubbone”

Roberto Cenni ha partecipato a un incontro in via Pier Cironi e ha difeso la scelta di dare un contributo di 35.000 euro all’associazione di Paolo Calamai

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PRATO. Il sindaco Cenni prova ad aprire alle istanze delle associazioni culturali e artistiche, offrendo i padiglioni di Officina Giovani. Contemporaneamente, difende la scelta dell'amministrazione di dare 35.000 euro di finanziamento al Centro Studi Arti Visive del suo consigliere personale, Paolo Calamai. E, non appena il clima si fa incandescente, ingaggia direttamente la polemica con Jonathan Targetti e gli altri giovani accorsi per il secondo round del caso Calamai, andato in scena lunedì sera, 27 gennaio, negli spazi di via San Giorgio.

“Era forse meglio che al suo posto non ci fosse nulla in questi spazi?” chiede Roberto Cenni ad un pubblico per metà ostile (quello dei promotori della prima iniziativa di protesta) e per metà osannante (composto da assessori, consiglieri comunali e probabili promotori della lista civica a sostegno della sua ricandidatura per le amministrative). L'unica cosa che concede alle domande e alle critiche dei giovani è l'invito a presentare i loro progetti negli spazi degli ex Macelli per trovare ospitalità e spazi.

Non abbastanza né per il blogger del "Bubbone" Targetti che si cimenta per tutta la serata nel ruolo di moderatore del dibattito con Cenni, né per le associazioni dei giovani: “Mica ci possiamo trovare tutte a Officina, c'è chi ha la sede in centro, chi da altre parti. Questa proposta del Comune non ci convince” è il loro ragionamento. Al centro della questione, circa l'opportunità di irrogare un finanziamento così generoso al progetto dell'arte per strada, è Calami che si incarica di diradare i dubbi: “Abbiamo investito e modernizzato il locale. Quando ci venne affidato dal sindaco neppure i dirigenti in Comune credevano sulla fattibilità del risanamento. Invece, in due mesi l'abbiamo rimesso a posto e sarà pienamente disponibile per l'affitto alla fine di maggio”. Insomma, un accrescimento di valore per i proprietari e un servizio reso alla città per aver allontanato con un presidio lo spaccio di droga e la piaga della tossicodipendenza.

Neanche su questo, in realtà, c'è accordo fra il duo Calamai-Cenni e i giovani: “Basta uscire di qui e troviamo subito una siringa per terra” tagliano corto. La tensione si alza, alternando momenti di insulti – Targetti si prende nell'arco di un minuto di “fascista” e di “fascio-comunista” da un intervento dal pubblico – a battibecchi direttamente in platea. Sullo sfondo il caso inevaso di Paolo Massenzi. Il suo gruppo “Recuperiamoci” riceverà lo sfratto alla fine del mese e il Comune finora non ha mosso un dito per salvare la sua realtà in via Cironi: “Il proprietario non ne poteva più di essere preso in giro. La giunta aveva promesso di acquistarlo. Siamo stati accusati di essere diventati un Sert abusivo, perché ho portato via dalla strada dei tossicodipendenti”.

Le domande, in verità, si accavallano e Cenni si infuoca solo dinanzi alle critiche per i 500mila euro per il Monumento al Vento: “L'opera di Dani Karavan concilia l'energia alternativa con il potenziale archeologico sulla Calvana che è superiore persino alla città etrusca di Gonfienti. E non ha costi per il Comune – prima di rivolgere una delle tante stilettate ai giovani, per una sera diventati i suoi avversari per antonomasia – Vi lamentate di questo, ma nessuno aveva da ridire sul fatto che venivano spesi 200mila euro per il luna park di settembre?”.

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