La manifestazione
Dolore e tensione al circolo Martini Amici sotto choc
PRATO. Gli amici di Donato e Alessio non appena avuta la notizia dell'incidente si sono ritrovati al circolo Quinto Martini di via Montalese per farsi coraggio e consolarsi a vicenda, abbracciandosi...
PRATO. Gli amici di Donato e Alessio non appena avuta la notizia dell'incidente si sono ritrovati al circolo Quinto Martini di via Montalese per farsi coraggio e consolarsi a vicenda, abbracciandosi e parlando. Così il dolore sembra essere più sopportabile. Proprio da questo circolo i due ragazzi sono partiti per andare a divertirsi, come ogni sabato sera. Del resto a Maliseti tutti i ragazzi hanno adottato il circolo come luogo di aggregazione. Gli amici non parlano, si stringono fra di loro e si tengono per mano, sono seduti sui gradini della terrazza e sulle fioriere al sole per cercare di scaldarsi un poco, almeno il corpo. A ricordare Donato, il più grande dei due, sono gli adulti. «Era amico di mio figlio – racconta un genitore – un bravissimo ragazzo, veniva spesso a cena a casa mia. L’ho visto anche sabato pomeriggio, passava davanti al bar e gli ho chiesto se mi dava un passaggio visto che pioveva. Come sempre è stato disponibile. Non ci posso ancora credere che sia morto».
La tensione. Davanti al circoli ci sono stati anche momenti di tensione. Gli amici dei fratelli Imundo erano ancora sotto choc e un cronista è stato colpito da un pugno alla testa, poi la situazione si è tranquillizzata.
La notizia della tragedia si è diffusa velocemente. «Questa mattina come sempre – spiega un cliente – sono venuto a fare colazione e mi hanno detto che Donato era morto. Lo conoscevo bene era una persona posata, da due anni frequento questo circolo e non l’ho mai visto alzare il gomito. Era legatissimo a suo fratello anche se lui lo conoscevo poco».
Nel gruppo di amici ci sono anche la fidanzata di Alessio che non riesce ancora a rendersi conto di quello che è successo, più avanti è seduta l’ex ragazza di Donato, si erano lasciati un mese fa, ma continuavano a frequentarsi. «A quell’età – commenta un pensionato – ci si prende e ci si lascia, è normale, come del resto andare a divertirsi la sera. Sappiamo quando nasciamo, ma non quando moriamo e morire così giovani non ha senso». (al.ag.)
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