Il Tirreno

Prato


 

Incidente stradale a Prato: morti due fratelli di 17 e 23 anni

Ilenia Reali e Alessandra Agrati
Incidente stradale a Prato: morti due fratelli di 17 e 23 anni

Lo scontro è avvenuto tra via Filzi e via dei Gobbi. Gravissimo un terzo giovane. Il ricordo del titolare di Donato
 

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PRATO. Scontro nella notte all’incrocio tra via Filzi e via dei Gobbi. Morti due fratelli di 16 e 22 anni. Avrebbero compiuto gli anni tra pochi giorni i due fratelli di Maliseti, Alessio Imundo avrebbe spento 17 candeline mentre il fratello Donato 23. La vita che pensavano di avere davanti invece si è spenta improvvisamente in via Filzi, all'incrocio con via dei Gobbi, mentre stavano facendo rientro a casa intorno alle 4 di notte. Con loro un amico, anche lui 23 anni, Simone Milanese che adesso si trova ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Prato. Questa notte è stato operato d'urgenza per uno schiacciamento del torace e gli è stata asportata la milza. La prognosi resta riservata.

Donato lavorava già come operaio in un'azienda di Prato e aveva una gran passione per la musica. Viveva con il babbo Canio, imbianchino, la mamma Gina e il fratello Alessio in via Argonne. Alessio aveva smesso di studiare da poco ed era in attesa di frequentare un corso organizzato dal Centro per l'impiego come parrucchiere.

Uno scontro violentissimo - LE FOTO

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L'auto ridotta a un groviglio di lamiere - LE FOTO

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La dinamica. Nell'auto con cui i tre ragazzi si sono scontrati c'erano due donne, entrambe di origine cinese, che hanno riportato ferite lievi. In base a una prima ricostruzione sembra che le due donne Jin Hai Ying e Zheng Yu Ging di 45 e 44 anni stessero svoltando in via dei Gobbi quando sono state travolte dall'Opel bianca guidata da Donato. Anche loro, come Simone Milanese, sono state ricoverate all'ospedale di Prato e poi dimesse con prognosi di 5 e 7 giorni. Sul posto, erano da poco passate le 4 della notte tra sabato 25 e domenica 26, sono intervenute le ambulanze della Misericordia e della Pubblica Assistenza di Prato mentre i rilievi sono stati effettuati dai vigili urbani di Prato. Non è stato accertato se l'auto delle donne cinesi avesse messo la freccia, ma la polizia municipale ritiene che nell'incidente abbia comunque giocato un ruolo fondamentale la velocità a cui viaggiava l'auto dei fratelli Imundo. Sembra assodato che le due vetture procedessero nella stessa direzione, non ci sono infatti elementi per ritenere che l'auto delle donne cinesi abbia impegnato l'incrocio provenendo da via dei Gobbi. E' stato fatale per i due fratelli l'impatto della Opel Corsa contro i piloni in cemento armato del negozio di scarpe Puggelli, che ha ridotto l'auto a un groviglio di lamiere. Sono stati sentiti alcuni testimoni e la polizia municipale riferisce che al momento non sono stati effettuati esami per accertare la presenza di alcol nel sangue delle persone coinvolte nello scontro.

I genitori di Donato e Alessio sono stati avvisati dell'incidente durante la notte. Il babbo dei due ragazzi si è recato subito all'ospedale e poi all'obitorio dove ha potuto stringerli in un abbraccio prima che le salme fossero portate in Anatomia patologia dove saranno sottoposte all'autopsia. Accanto ai  genitori, che hanno perso gli unici loro figli, si è stretta tutta la famiglia e la comunità di Maliseti. "Ancora non si rendono conto fino in fondo - racconta chi è stato a portare loro il cordoglio - sono ammutoliti davanti a questa tragedia immensa che li ha colpiti".

IL RICORDO DEL TITOLARE DI  DONATO. "Sembrava un duro invece era un ragazzo pacatissimo". Sono queste le prime parole di Fabiano Macrì, uno dei tre titolari della Italgronda, l'azienda di via Galcianese dove il giovane lavorava come operaio nella lavorazione delle gronde. "Al di là dei tatuaggi e del carattere apparentemente esuberante - lo ricorda Macrì - Donato era un ragazzo tranquillo, pacato. Figurarsi a volte se c'erano degli errori nella lavorazione si prendeva la responsabilità anche se non era sua".

Fabiano lo ricorda come un figlio molto amato. "Era coccolatissimo dalla madre, dalla famiglia a cui era molto legato. Fuori dal lavoro non ci frequentavamo ma l'ho conosciuto ragazzino: è venuto a lavorare con noi cinque-sei anni fa".

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(Gli amici al circolo Quinto Martini di Maliseti dove si sono ritrovati appena avuta la notizia dell'incidente)

IL DOLORE DEGLI AMICI AL CIRCOLO DI MALISETI. Gli amici di Donato e Alessio non appena avuta la notizia dell'incidente si sono ritrovati al circolo Quinto Martini di via Montalese per farsi coraggio e consolarsi a vicenda, abbracciandosi e parlando. Così il dolore sembra essere più sopportabile. Proprio da questo circolo  i due ragazzi sono partiti per andare a divertirsi, come ogni sabato sera. Del resto a Maliseti tutti i ragazzi hanno adottato il circolo come luogo di aggregazione. Gli amici non parlano, si stringono fra di loro e si tengono per mano, sono seduti sui gradini della terrazza e sulle fioriere al sole per cercare di scaldarsi un poco, almeno il corpo. A ricordare Donato, il più grande dei due, sono gli adulti. “Era amico di mio figlio – racconta un genitore – un bravissimo ragazzo veniva spesso a cena a casa mia. L’ho visto anche sabato pomeriggio, passava davanti al bar e gli ho chiesto se mi dava un passaggio visto che pioveva. Come sempre è stato disponibile. Non ci posso ancora credere che sia morto”.

La tensione. Davanti al circolo ci sono stati anche momenti di tensione. Gli amici dei fratelli Imundo erano ancora sotto choc e un cronista è stato colpito da un pugno alla testa, poi la situazione si è tranquillizzata.

La notizia della tragedia si è diffusa velocemente “Questa mattina come sempre – spiega un cliente – sono venuto a fare colazione e mi hanno detto che Donato era morto. Lo conoscevo bene era una persona posata, da due anni frequento questo circolo e non l’ho mai visto alzare il gomito. Era legatissimo a suo fratello anche se lui lo conoscevo poco”.

Nel gruppo di amici ci sono anche la fidanzata di Alessio che non riesce ancora a rendersi conto di quello che è successo, più avanti è seduta l’ex ragazza di Donato si erano lasciati un mese fa, ma continuavano a frequentarsi. “A quell’ età – commenta un pensionato – ci si prende e ci si lascia è normale, come del resto andare a divertirsi la sera. Sappiamo quando nasciamo, ma non quando moriamo e morire così giovani non ha senso”. Trai clienti del circolo anche qualche amico dei genitori. “Il padre è  una persona seria e onesta che ha sempre lavorato, immagino che ora la sua vita sia distrutta come quella della madre”. Anche la barista si ricorda dei due fratelli. “Qui ci si conosce tutti, venivano spesso al circolo erano due bravi ragazzi me li ricordo da quando erano piccoli, il mio pensiero va anche ai genitori”.

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