Proteste
Un ambulatorio per Artimino
Don Giorgio replica alle accuse: altro che arricchirci, con l’affitto copriamo i costi della struttura
CARMIGNANO. Quando il paese è piccolo, la gente mormora. E nel borgo di Artimino, 160 anime sulle colline del Montalbano, corre voce che il parroco don Antonio Giorgi si faccia ricco con i 3658 d'affitto che gli paga annualmente l'Asl 4 per la stanza che ospita l'ambulatorio medico del paese.
Non è una voce: la tabella dei contratti di locazione sottoscritti dall'azienda sanitaria con soggetti terzi per decentrare sul territorio i propri servizi sanitari era stata pubblicata venerdì scorso dal Tirreno. E che quei 3658 euro d'affitto corrispondano a verità sacrosante non è un dato messo in dubbio da don Antonio, titolare della parrocchia di Santa Cristina in Pilli a Poggio a Caiano e dei Santissimi Maria e Leonardo di Artimino. «Tanti però in paese quando hanno letto l'articolo sono venuti a farmi la battuta che don Antonio si faccia ricco con l'affitto dell'Asl. Siccome certi dati vanno contestualizzati, ci tengo a sottolineare come per quella stanza data in locazione all'Asl io, proprietario, paghi 3354 euro all'anno tra Imu, Irpeg (oggi Ires, aliquota per gli immobili collegati alle parrocchie, ndr), bollette e tributi vari. Inoltre per la gestione dello spazio pago ogni mese una signora anziana che me lo tiene in custodia. Quindi, altro che arricchirmi: quell'immobile è quasi a rimessa». In quella stanza di Artimino, ricavata anni fa dalle ceneri di un asilo gestito dalle suore, ha sede un ambulatorio che mette a disposizione un pediatra e un medico di medicina generale, punto di riferimento per l'assistenza medica degli abitanti del borgo che altrimenti dovrebbero scendere fino a Poggio. «Non mi sognerei mai - puntualizza don Antonio - di ritoccare all'insù l'affitto all'inquilino Asl altrimenti il rischio sarebbe quello di vederlo andare via. E quel servizio è fondamentale per la comunità di Artimino, composta nel 60% dei casi da persone anziane. Si tratta comunque di costi derivanti da due ore di ambulatorio a settimana e l'incasso è minimo a fronte delle spese».
Ma il discorso è più ampio e riguarda il capitolo denaro che entra per via delle locazioni nelle casse della parrocchia di Santa Cristina. Dove non si naviga nell'oro. Scendendo a valle, a Poggio a Caiano il parroco don Antonio incassa all'anno circa 20mila euro per l'affitto derivante da due immobili dati a terzi e posti accanto alla chiesa, di cui 16-17mila euro se ne vanno in tasse e bollette. «Altro che ricchi, insomma. Le parrocchie - conclude don Antonio - spesso ci vanno a rimessa quando danno in affitto i loro immobili mantenendo basso il canone».
Maria Lardara
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