La manifestazione
Biciplan e nuovo asse verso via Rossi
Un laboratorio sul Pum. Caverni: «La mia suggestione? Un parcheggio interrato di un solo piano in piazza Mercatale»
PRATO. Dalla "fantamobilità" a quella sostenibile. Conterrà il riassetto complessivo della circolazione, passando per il "biciplan" per finire ai varchi elettronici, il nuovo Piano urbano della mobilità (Pum) che l'assessore ai lavori pubblici Roberto Caverni preferisce chiamare piano sostenibile della mobilità. Che varrà un quinquennio e che verrà realizzato attraverso un “laboratorio sulla mobilità” che si avvarrà del contributo di tecnici e specialisti "perché la mobilità - afferma Caverni - è una scienza e va studiata come tale. Non mi convince - aggiunge - predisporre in anticipo i cambiamenti dell'assetto della viabilità senza seguire la trasformazione che avvengono in città. Ma oggi ci troviamo con un piano strutturale nuovo, un regolamento urbanistico in via di ultimazione ed è quindi il momento di affinare gli strumenti».
Lungo due direttrici, in particolare: «Favorendo l'aumento dell'uso della bicicletta anche causato dalla crisi - afferma Caverni - che passa da mezzo usato principalmente per svago a mezzo per gli spostamenti, e iniziando un riequilibrio del trasporto pubblico che deve fare i conti però con un budget limitato». Sul fronte del centro storico «dovremo analizzare - spiega il dirigente della Mobilità Rossano Rocchi - i flussi di traffico che oggi passano in prevalenza da piazza Mercatale”.
Parecheggio interrato al Mercatale. «Sull uso di piazza Mercatale - dice Caverni - ho una mia idea, che però nulla c’entra, con il piano della mobilità. Per restituirla alla città, bisognerebbe levare il parcheggio in superficie e crearne uno interrato di un solo piano, sotto quello attuale, per togliere di mezzo le auto: spostare il traffico sulla parte sinistra della piazza, come accade quando si monta l’arena della Palla Grossa e con una corsia preferenziale per i mezzi pubblici. Ma di tratta - continua - Caverni - di “fantamobilità”.
Il “Biciplan”. Non lo è invece il piano della mobilità su due ruote, che Caverni conta di implementare ulteriormente dopo i tracciati di Borgonuovo e di Pratilia. «Si tratta già di due esempi di piste ciclabili che raggiungono entrambe il centro della città, utilizzate per gli spostamenti e non per lo svago. La nostra intenzione è quella di aumentare le soste “protette” facendo pagare una cifra simbolica a chi deciderà di fermare il proprio mezzo nelle aree sorvegliate».
Via la linea 10. Nel nuovo sistema di bus cittadini, le Lam sono destinate a restare come sono oggi: «Con la Blu e l’Arancio da mantenere e potenziare quando arriveranno i fondi». Ecco il problema: i finanziamenti regionali promessi non si sa se e quando arriveranno. «Per il momento - precisa l’assessore - abbiamo ricevuto solo 47mila euro che non sono sufficienti per potenziare l’Arancio”. Altri 80mila, il Comune potrebbe ricavarli da un riequilibrio delle linee: «La nostra intenzione - spiega Caverni - è eliminare la linea 10 che passa una volta ogni ora e mezza, con pochissimi passeggeri, e che serve soprattutto la zona di Tobbiana. Questo ci consentirebbe di recuperare circa 80mila euro da reinvestire nel riequilibrio del servizio pubblico con un attenzione particolare all’area di Capezzana, Narnali e la parte sud che resta quella più sguarnita di bus».
I tre nodi del traffico. Sono i punti caldi che il nuovo Pum prenderà in considerazione. Primo tra i quali l’ipotesi di un collegamento più diretto tra Ponte Datini e la tangenziale Liliana Rossi, sfruttando il piano di recupero che la famiglia Balli presenterà a breve sul recupero dell’area dell’ex Fabbricone (commerciale e residenziale). «L’asse che si sviluppa da est e ovest e che occupa la parte a nord della città - spiegano Caverni e Rocchi - è particolarmente disomogeneo: le corsie variano di numero, il tracciato è spesso complesso, con curve e svolte. L’obiettivo è una riprogettazione uniforme dell’asse, allargando la carreggiata nel tratto attiguo all’ex Fabbricone, anche utilizzando gli extraoneri dell’intervento d i recupero».
Tutte da studiare le ricuciture lungo la tangenziale che da Santa Lucia porta fino al Macrolotto di Iolo: «Un tracciato che di fatto ha isolato alcune zone della città: Galciana, Chiesanuova. Stiamo valutando - afferma Caverni - come riuscire a ricongiungere le due parti di città con attraversamenti che non per forza dovranno solo essere pedonali». Il terzo nodo riguarda la realizzazione del nuovo tratto di strada che porterà al Parco Prato da Tobbiana, attraverso via Traversa del Crocifisso. «La garanzia che si farà c’è - continua Caverni - perché sia Coop sia Parco Prato hanno versato le fideiussioni bancarie per coprire l’importo complessivo dei lavori. E’ solo questione di tempo».
Varchi elettronici. Per Caverni saranno accesi non oltre marzo. «La settimana prossima finiremo di montare le telecamere nei sei punti individuati - conclude - Poi attenderemo l’ok del ministero».
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