Prato, vertenza Pam: cassa integrazione e ricollocamento in altre strutture
Incontro nella sede della Cgil per esaminare le prospettive dei quindici lavoratori del punto vendita de La Querce
PRATO. Cassa integrazione e piena disponibilità al ricollocamento del personale in Pam franchising o in altre strutture fuori dalla Toscana . Questo l'esito dell' incontro di questa mattina in Cgil per definire la situazione dei quindici lavoratori della Pam della Querce.
«Conosciamo la situazione dell' azienda – ha commentato il sindacalista Filcams Cgil Alberto Santini – questo è il minimo sindacale, mi auguro che dal prossimo incontro, fissato per il 5 febbraio, si possano avere soluzioni più innovative. La cassa integrazione potrebbe arrivare a 24 mesi, per ora sono stati accordati 12. Bisogna ancora quantificare economicamente l'incentivo all'esodo»”.
La ricollocazione proposte è nei supermercati di Bologna e Modena, dove però sono disponibili soltanto contratti part time. «L'azienda valuterà anche la possibilità di trovare una soluzione a tempo pieno- spiega Santini – intanto si è impegnata a chiedere al proprietario dei fondi, in caso di affitto ad un nuovo gestore, di riassorbire il personale». Ieri Simone Tripodi, candidato sindaco alle primarie del Pd, ha depositato all' ufficio protocollo del Comune di Prato, la petizione contro la chiusura del supermercato della Querce.( al.ag.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google