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Prato

Prato, tre telefonate a sostegno dell’inchiesta

di Ilenia Reali
Prato, tre telefonate a sostegno dell’inchiesta

Tanteri e Pierattini parlano di una nuova loggia che stava nascendo tra i massoni di Prato. Sarebbe stata segreta?

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PRATO. Sarà la documentazione sequestrata negli studi e nelle abitazioni dell’avvocato Luciano Tanteri e del dentista Riccardo Pierattini a fornire delle risposte esatte sulla costituzione di un’associazione segreta. E’ dall’analisi dei documenti, delle conversazioni telefoniche e soprattutto dalla lettura degli atti che la procura non ha ancora depositato, che si comprenderà appieno quali sarebbero i ruoli dell’avvocato e del dentista pratesi in questa vicenda.

E soprattutto cosa volessero ottenere, nello specifico, i due professionisti con la costituzione dell’ipotizzata nuova associazione segreta. La spiegazione non può infatti essere tutta nelle pieghe di una telefonata, quella allegata al decreto, che dice molto dell’attività e del fermento all’interno delle logge della massoneria pratese ma molto poco sulla costituzione di un’associazione segreta.

Solo con altri elementi sarà possibile ricostruire nello specifico questa inchiesta collegata a quella sul gruppo Fusi dentro la quale pare ci potrebbe essere - stando a quanto si sa dalla procura - il contenuto per riempire anche questa indagine “figlia” oltre ai temi per leggere parte degli equilibri degli affari politici ed economici della città.

A far da cornice a queste vicende su cui stanno indagando i pm Sangermano e Gestri i rapporti tesi e la scarsa fiducia tra il procuratore capo Piero Tony e l’ex presidente del tribunale di Prato Francesco Antonio Genovese, entrambi chiamati a lavorare sul crac Fusi-Bartolomei.

Tre le telefonate allegate agli atti su cui si poggia l’inchiesta: quella tra gli indagati Tanteri e Pierattini dove si parla di massoneria, quella tra Tanteri e la cognata dove l’avvocato illustra alla donna i benefici che appartenere alle associazioni può portare e infine, una terza da cui si evincerebbe come l’appartenza alla massoneria e le frequentazioni in genere portino aiuti nell’ottenere incarichi.

Si sa, perché comprensibile dagli allegati al decreto di perquisizione, che l’avvocato Luciano Tanteri e il dentista Riccardo Pierattini erano entrambi membri di una delle tre logge pratesi del Grande Oriente d’Italia e che a Prato si stava lavorando per creare un’altra “officina”.

Pierattini era all’epoca dell’intercettazione (il 22 maggio 2013) il gran maestro venerabile della loggia Filippo Mazzei, la più piccola in città, mentre Tanteri ne era il “primo sorvegliante” e - all’epoca dei fatti - era pronto per sostituire l’amico alla scadenza del mandato. Ora entrambi, l’uno da poco tempo, l’altro da più mesi, sarebbero in sonno.

Con loro in loggia - le altre “officine” pratesi del Grand’Oriente sono la Intelligenza e lavoro e la Meoni e Mazzoni - anche un medico ginecologo. E’ lui in base a quanto riferisce Riccardo Pierattini nella telefonata con Tanteri che comunica ai “fratelli massoni” che si sta costituendo una nuova “officina” e che entro la fine del 2013 ci sarebbe stato il passaggio di alcuni membri da una loggia all’altra. Pierattini parla di un segreto di pulcinella: “tanto si sapeva tutti, lui l’ha detto e tutti zitti”.

Nella telefonata i due amici parlano inoltre di scenari possibili: di fratelli che potrebbero uscire dal sonno (tornare attivi) e di altri che da una loggia passerebbero alla nuova. C’è ora da capire perché si presuppone che l’associazione per cui i due, secondo i pm, si stavano impegnando «sarebbe stata occulta anche all’interno della stessa massoneria e come, attraverso gli aderenti, possa interferire sull’esercizio di organi pubblici».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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