Il Tirreno

Prato

Prato, parte la campagna di Matteo Biffoni

di Carlandrea Poli
Prato, parte la campagna di Matteo Biffoni

Il candidato sindaco del Pd: non sarà una rivincita, proporrò un’idea diversa sulla città. E sulla nuova pista di Peretola dirà no a Renzi

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PRATO. Designato dall'intera assemblea provinciale, gratificato dallo sprone a lanciarsi nella competizione da Matteo Renzi, ma disposto a un'opposizione inflessibile sulla nuova pista dell'aeroporto di Peretola. La campagna di Matteo Biffoni parte da qui.

Da un consenso unanime e da un grande senso di responsabilità. Ben condensato in un passaggio: «La politica è un servizio alla propria collettività. Quando si ha un posto in Parlamento, pertanto, non è proprio ma appartiene alla comunità e se questa ti chiama e se il carburante del fare politica è l'affetto per la propria città allora diventa doveroso fare questa scelta».

È questo insegnamento etico l'abbrivio della sua corsa. Investito e celebrato dai dirigenti del Pd, che gli tributano applausi durante il suo discorso e una standing ovation finale, condivide con loro l'emozione attraversata nei giorni di riflessione che lo portano, oggi, ad abbandonare il sicuro scranno alla Camera dei Deputati – le dimissioni verranno formalizzate nelle prossime settimane – per una sfida, tutta da decidere, finalizzata a far tornare il centrosinistra alla guida del Comune.

«Quando mi è stato chiesto non ci ho dormito per qualche notte. La prospettiva di fare il sindaco della propria città è un'esperienza di una meraviglia infinita ed è altrettanto gratificante che stare in Parlamento».

Lui che si è visto, nell'arco di meno di dodici mesi, sballottato dai capricci della Dea popolarità dal consiglio comunale in Parlamento, quindi, per compiere il percorso inverso si ritrova a ingaggiare, nel suo collegio d'elezione, la sfida più delicata e al tempo stesso più sentita. Ogni esponente del Partito Democratico medita la riconquista della città da quella sera del ballottaggio del 2009 che portò al governo Roberto Cenni, per il centrodestra. Ma, quasi a voler scacciare il fantasma della sconfitta bruciante di 5 anni fa, Biffoni dice subito su cosa non si baserà la sua campagna elettorale: «Non sarà una rivincita. Sarà la dimostrazione, piuttosto, di un Pd che cambia perché vuole una Prato nuova in grado di riscoprire le sue virtù e di recuperare il ruolo guida nel paese».

Del resto, il mandato che gli viene consegnato è di una coalizione insolitamente ricompattata. Mai da queste parti si era visto il Pd unito, neppure in prossimità delle amministrative. È il motivo, per il quale, il neo- investito rigetta l'idea di una campagna di contrapposizione, bensì preferisce centrarla su una visione nuova di città. Il tema immigrazione, il tallone d'Achille nella connessione sentimentale fra il Partito Democratico e l'elettorato pratese dell'ultimo decennio, viene appena sfiorato ma con uno slogan che esprime il desiderio di ribaltare lo schema seguito fin qui dalla giunta Cenni: «Sui migranti Prato dovrà tornare locomotiva e non più retroguardia, guardando col sorriso al futuro».

Il segno della discontinuità con l'amministrazione lo si potrà vedere appieno solo al momento della presentazione delle linee guida elettorali, che negli intenti del Pd prevedono una fase di partecipazione con un percorso nei circoli e una grande conferenza programmatica in primavera. I cittadini saranno stimolati a scrivere insieme al candidato il programma.

Un messaggio d'apertura sul quale le velocità di marcia del candidato Biffoni e del segretario provinciale, Gabriele Bosi appaiono in perfetto sincrono. Il leader del Pd vorrebbe estendere l'alleanza alla Federazione della Sinistra e a Scelta Civica. Ancor più schietto Biffoni: “Siamo aperti a chi ci vorrà stare, non ci candidiamo contro qualcuno”.

E a Roberto Cenni che fa notare che Prato perderà un parlamentare il segretario Bosi taglia corto con una battuta al vetriolo: «Guadagnerà un sindaco migliore». Esiste un altro punto potenzialmente vulnerabile agli attacchi del centrodestra e del MoVimento 5 Stelle, la sua vicinanza col segretario nazionale, Matteo Renzi che da sindaco di Firenze sostiene l'ampliamento dell'aeroporto di Peretola, visto come fumo negli occhi dall'intera politica pratese: «Mi ha fatto moto piacere l'endorsement del segretario nazionale in direzione nazionale. È stato un riconoscimento della città – premette Biffoni –. Penso ugualmente che il sindaco di Firenze e di Prato potranno avere legittimamente delle posizioni diverse. Se sulla nuova pista convergente-parallela dai dati emergeranno conseguenze negative per il territorio faremo una battaglia totale e assoluta». Parole che potrebbero favorire il passo indietro di Simone Tripodi, l'altro nome in lizza.

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