La manifestazione
«Così si rischia di far morire l’istituto Marconi»
È nato un comitato di insegnanti e personale Ata in difesa dell’autonomia dell’istituto professionale
PRATO. Quale futuro per l’istituto professionale Marconi? Gli insegnanti e il personale Ata della scuola si dicono preoccupati e lanciano un grido dall’allarme alle istituzioni, Regione e Provincia, affinché rivedano le loro scelte per i prossimi anni scolastici.
La questione ruota intorno alla mancanza di autonomia dell’istituto, una situazione verificatasi in seguito all’innalzamento, da parte del Miur, del numero degli studenti. La scuola oggi conta 512 iscritti, ma la soglia minima per poter avere un proprio dirigente e una propria entità amministrativa (Dsga) è pari a 600. In assenza di questa condizione, il Marconi negli ultimi anni sta vedendo l’alternarsi di vari presidi reggenti, ovvero figure part-time che spesso, loro malgrado, devono dividersi tra impegni e responsabilità in altre scuole. Fino all’estate scorsa era toccato al preside Mario Di Carlo, a metà col Cicognini-Rodari, oggi è invece la volta di Daniele Santagati, occupato anche al Datini. A pagarne le conseguenze è solo l’istituto di via Galcianese che teme in una riduzione futura del numero dei propri iscritti e in un peggioramento dell’offerta della scuola.
«Se continuiamo così il Marconi andrà a morire», ha commentato Elisabetta Poli, collaboratrice amministrativa e rappresentante Rsu dell’istituto.
«Si rincorrono le voci di un possibile accorpamento col Datini, ma noi non veniamo informati della situazione che si sta definendo. Sembra che questa idea sia stata per il momento bloccata e che almeno per il prossimo anno scolastico rimanga la situazione attuale, in attesa dell’accordo Stato-Regioni. Questo ci fa ben sperare, ma vorremmo sapere se ci restituiranno o no l’autonomia, solo tale situazione ci potrebbe permettere di crescere e di migliorare, come avvenne col preside Sisi e la sua dirigenza stabile per due anni».
La rappresentante sindacale, insieme ad un folto numero di insegnanti e di personale Ata, ha costituito il Comitato Pro Marconi, un’organizzazione che opera proprio per difendere la sopravvivenza di questa storica istituzione scolastica che ha formato numerosi artigiani e professionisti in città. L’idea dell’accorpamento col professionale Datini non convince molto i referenti del Marconi, perché non vedono alcun punto di contatto con una scuola di tipo alberghiero e turistico; meglio sarebbe l’ipotesi di spostare solo l’indirizzo grafico, sempre del Datini, all’interno del plesso di via Galcianese. Questo permetterebbe di aumentare il numero degli studenti del Marconi e una certa vicinanza nel percorso di studio. L’idea avanzata più volte di attivare l’indirizzo agrario all’interno dell’istituto professionale per il momento è stata accantonata. Questa avrebbe ampliato l’offerta formativa pratese e dato sicuramente occasione al Marconi di avere più iscritti. In attesa che la situazione diventi più nitida, i rappresentanti del “Comitato Pro Marconi” il 28 gennaio incontreranno l’assessore provinciale alla formazione Ambra Giorgi e cercheranno di capire meglio quale potrà essere il futuro della loro scuola.
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