Attenzione
Apre il cimitero islamico, la prima salma è di una bimba
L’amministrazione comunale di Prato ha deciso di destinare ai musulmani una parte del cimitero di Galciana dopo l’interrogazione presentata da un consigliere del Pd
PRATO. Anche i musulmani a Prato potranno finalmente dare sepoltura ai loro defunti. Da anni in città pendevano richieste dalle associazioni islamiche e un'interrogazione del consigliere del Pd, Simone Mangani. E’ stato proprio in relazione al quesito sottoposto dall'esponente democrat, che l'assessore all'integrazione Giorgio Silli ha dato comunicazione della novità a beneficio dei cittadini – molti dei quali italiani – legati al culto di Allah. «Il Comune è stato inadempiente dal 1990, da quando un decreto del presidente della Repubblica prevedeva l'obbligo per i sindaci di garantire a ciascun cittadino il diritto a una sepoltura e alle diverse confessioni almeno una zona cimiteriale riservata». È stato su questa soluzione che Silli si è convinto ad andare avanti, dopo aver intavolato una delicata trattativa con le associazioni. «E' stata individuata nel cimitero di Galciana una striscia di 15 metri per 10, senza, però, rinunciare nelle altri parti ai simboli cristiani. Non ci sarà nessun cimitero decrocifissizzato». Uno dei retroscena rivelati riguarda, a quanto pare, il difficile dialogo fra gli uffici dell'assessorato all'integrazione e i rappresentanti della comunità musulmana che – secondo quanto riferito da Silli – inizialmente avrebbero eccepito sulla compresenza di salme cristiane nello stesso camposanto. Ma l'assessore ha opposto due dinieghi: “no” al cimitero ad hoc agli islamici, “no” ad un ingresso riservato. Su questo l'amministrazione ha incrociato l'assenso di Mangani: «Non ponevamo la richiesta né vedevamo questa necessità. Siamo soddisfatti dalla decisione della giunta di dedicare uno spazio alla sepoltura secondo la fede islamica anche in relazione ai risvolti economici per molte famiglie residenti». Finora, le dieci salme all'anno della comunità – che è relativamente giovane, quindi, con un indice di mortalità piuttosto contenuto – dovevano trovare ospitalità o nel cimitero islamico di Roma o con un ritorno in patria, qualora di cittadinanza straniera. In entrambe le circostanze, con un esborso per le famiglie di migliaia di euro per il trasporto. Interdetto era il passaggio a Firenze, poiché il Comune con un'ordinanza ha posto, da alcuni anni, il vincolo della residenza per poter accogliere le spoglie di un defunto di confessione maomettana. «Nei prossimi giorni – ha aggiunto Silli, nell'annuncio al salone consiliare – avverrà la prima sepoltura. Riguarderà una bimba deceduta in seguito a una nascita prematura».
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