Prato, testamento biologico, accordo soft in commissione sanità
Ripreso il modello Udine. «In caso di malattia allo stato terminale o comunque invalidante non verranno prese misure che, secondo scienza e coscienza medica, dilazionino soltanto la morte»
PRATO. Sul testamento biologico la commissione sanità trova l'accordo su un formato soft. Mercoledì mattina, sotto l'egida del presidente Roberto Baldi (Pdl) è stato presentato il testo concordato in senso bipartisan fra maggioranza e opposizione sulle dichiarazioni anticipate per i trattamenti sanitari.
In attesa che la giunta comunale vari la delibera sul regolamento – il passaggio giuridicamente cruciale – i funzionari del Comune insieme ai gruppi consiliari si sono trovati d'accordo sul formato adottato a Udine. Ovvero, su una dichiarazione di scelta utile a disporre in caso di malattia allo stato terminale, o comunque invalidante, di “non intraprendere misure di prolungamento artificiale della vita se, secondo la migliore scienza e coscienza medica, è constatato che tali misure dilazionino soltanto la morte”.
Da barrare tre ulteriori caselle: sull'espianto degli organi, sull'uso del corpo dopo la morte per scopi scientifici o didattici, prescrizioni sulla cerimonia religiosa o civile da tenere alle esequie e sull'eventuale cremazione delle spoglie. A dire la verità, il modulo prevederebbe alcune righe indicanti genericamente altre “direttive”, che lascerebbero una libertà ampia ai pazienti di esprimere le loro volontà a 360 gradi senza, però, dover passare dallo scoglio del riferimento esplicito all'idratazione artificiale, che spacca nettamente – e in senso trasversale fra destra e sinistra – laici e cattolici.
Questa soluzione di compromesso, pertanto, sta alla larga dal testo adottato dal Comune di Modena che si rifà apertamente all'associazione radicale Luca Coscioni, che pone di fronte al cittadino la possibilità di esprimersi già nel modello pre-compilato sulla continuazione dei trattamenti sanitari in caso di mantenimento di incoscienza permanente, di demenza avanzata, di paralisi irreversibile. Dando anche l'opportunità al paziente di optare per l'assenso o il rifiuto alle cure palliative, alla respirazione meccanica, all'idratazione artificiale e, persino, alle terapie antibiotiche. Un sicuro elemento condiviso fra i due moduli, ovviamente, riguarda l'ultima parte vale a dire la previsione della designazione di un fiduciario, che in caso di impedimento avrebbe la funzione di prendere il posto del malato nelle decisioni necessario all'esecuzione del biotestamento.
L'altro fatto che accomuna il testo della Luca Coscioni e quello che verrà adottato a Prato è la funzione meramente simbolica e civile. In quanto, sul piano giuridico fino al giorno in cui il Parlamento non legifererà in materia queste resteranno – come recita il titolo – solo dichiarazioni anticipate, senza alcuna vincolo per i medici o per un giudice. Malgrado la mediazione, tuttavia, dal testo approvato si è sfilata la consigliera del Pdl, Paola Castellani che non ha preso parte alla votazione. A dimostrazione, che pur nella sua simbolicità appena si nomina il biotestamento fa capolino la questione di coscienza.
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