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Prato, «Stop agli sfratti per morosità» La richiesta di Lacaria del Sunia

di Barbara Burzi
Prato, «Stop agli sfratti per morosità» La richiesta di Lacaria del Sunia

La richiesta avanzata nel caso di mancati pagamenti “incolpevoli”. Ad oggi sono 400 le persone sistemate in alloggi riservati all’emergenza abitativa

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PRATO. Finalmente l’emergenza abitativa in città può trovare un po’ di tregua. La boccata d’ossigeno è a portata di mano: Comune e Prefettura, in accordo con le parti sociali, possono decidere il blocco degli sfratti vietando l’intervento della forza pubblica, in virtù della legge 124 del 28 ottobre 2013, che riconosce al Prefetto, nei casi di sfratti per morosità incolpevole, il potere di adottare «misure di graduazione programmata dell’intervento della forza pubblica nell’esecuzione del provvedimento di sfratto». Considerando che a Prato al momento sono 400 le persone sistemate in alloggi riservati per l’emergenza abitativa, potrebbero essere centinaia le famiglie interessate da questo provvedimento, se le istituzioni locali sapranno coglierlo come è successo a Firenze, dove, in mancanza di un decreto attuativo, il prefetto ha emanato un’ordinanza che sospende l’uso della forza pubblica per sfratti fino al 10 febbraio. Nel frattempo, attraverso una commissione territoriale per le politiche socio-abitative istituita dalla legge regionale numero 75 del 2012, si stabiliranno i criteri in base ai quali programmare gli sfratti, in modo tale da renderli compatibili con il reperimento di soluzioni sostitutive in strutture di edilizia residenziale pubblica.

L’idea di attivare anche a Prato quest’operazione è partita dal Sunia, il sindacato degli inquilini della Cgil, che sta facendo pressione affinché si dia quanto prima una risposta alle numerose famiglie che rischiano di rimanere senza un tetto sopra la testa. «Ce ne sarebbe un gran bisogno, visto che Prato è una delle province più colpite dagli sfratti - dice il segretario provinciale Sunia, Luciano Lacaria - come sindacato, abbiamo già aperto un contatto informale con Comune e Prefettura per procedere in questa direzione, anche se al momento non abbiamo avuto riscontri».

La drammaticità della situazione è data dai numeri. Per dare l’idea delle dimensione del fenomeno, basti pensare che, da qui alla fine di gennaio si prevedono quasi trenta esecuzioni e un’ottantina nel mese di febbraio, con una media - in base ai dati forniti dall’ufficio casa del Comune - di quattro sfratti al giorno in tutto il territorio provinciale - il 95% dei quali per morosità, in particolare per morosità incolpevole (occorre dimostrare di aver avuto un sensibile calo del reddito dovuto a disoccupazione o altro).

Anche se non tutti si rivolgono ai servizi sociali (qualcuno trova una sistemazione per conto proprio chiedendo aiuto ad amici e parenti) la presenza di 400 persone in alloggi di emergenza dà la misura della gravità del problema. L’assessore con delega alle Politiche sociali, Dante Mondanelli, accoglie la richiesta del Sunia di riunire la commissione territoriale per il contrasto del disagio abitativo, nell’ambito della quale «metteremo sul piatto del Prefetto una serie proposte - afferma - tra cui anche quella della sospensione degli sfratti per morosità incolpevole, che ritengo una misura interessante, da valutare bene, tenendo conto però che ci sono anche i diritti dei locatori».

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