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Aeroporto, Peretola forza la mano e Rossi si infuria

di Stefano Bartoli
Aeroporto, Peretola forza la mano e Rossi si infuria

Prato, la società fiorentina invia all’Enac anche un progetto di pista da 2.400 e il presidente della Regione minaccia di bloccare il Pit

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PRATO. Mossa a sorpresa di Adf, la società di gestione dell’aeroporto di Peretola, che prova a forzare la mano e cercare di ottenere la maxipista da 2.400 metri provocando la reazione al vetriolo da parte del presidente toscano Enrico Rossi che minaccia di fermare tutto.

Una decisione, quella di Adf, presa senza nascondere l’intenzione di forzare la situazione e la netta propensione verso il progetto più esteso, quello che permetterebbe un’espansione quasi senza limiti verso destinazioni strategiche come il Medio Oriente e gli Emirati Arabi.

Insomma, pur parlando di un argomento di enorme importanza per tutta la regione (basta pensare alla recentissima acquisizione del 23 per cento della pisana Sat da parte del magnate argentino Eduardo Eurnekian che non nasconde le sue intenzioni di investire anche su Firenze a patto che si crei la holding toscana degli aeroporti), leggendo le decisioni del consiglio di amministrazione dell’Adf, la società che gestisce l’aeroporto Vespucci di Firenze, viene infatti subito da pensare alla solita soluzione nata da un equilibrismo all’italiana: l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ritiene adeguata una pista da 2.400 metri per consentire allo scalo operatività e sicurezza?

Bene, sarà la proposta che riceverà, insieme a quella della versione più corta, che si ferma solo a 2.000. La Regione Toscana, invece, non arretra di un passo da quest’ultima soluzione? Ok, il progetto che vedrà sarà questo e soltanto questo, niente di più. Alla fine, dopo i pareri del ministero delle Infrastrutture e di quello dell’Ambiente, toccherà allo Stato ed a alla Conferenza dei servizi sbrogliare la matassa e decidere definitivamente.

Eccolo qui, in estrema sintesi, il risultato dell’approvazione del Masterplan per l’aeroporto di Peretola approvato ieri dal cda per il 2014-2029. «All’interno di quest’ultimo - si dice in un comunicato - è stata analizzata e considerata la nuova pista di volo con lunghezza di 2.400 metri così da permettere l’operatività in sicurezza e senza limitazioni presso lo scalo di Firenze gli aeromobili di classe “C”, secondo le indicazioni tecniche di Enac».

È inoltre stata analizzata e considerata la diversa ipotesi di pista di volo con lunghezza di 2.000 metri, così come prevista nel Piano di indirizzo territoriale (Pit) che sarà inviato ad Enac per le valutazioni e l'approvazione in linea tecnica. Il cda ha autorizzato il presidente e l'amministratore delegato a inviare alla Regione Toscana la sola ipotesi a 2.000 metri, così come da richiesta della Regione stessa, in base alla risoluzione approvata dal consiglio regionale in sede di adozione del Pit».

Immediata la reazione di Rossi: «Prendo atto della decisione del cda dell'aeroporto di Firenze - dice in una nota -. L'idea di inviare all'Enac due ipotesi della nuova pista e una sola ipotesi al Consiglio regionale è un'evidente contraddizione. Per quanto mi riguarda, l'iter dell'approvazione della variante al Pit dovrà fermarsi. Aspetto l'insediamento dei nuovi assetti societari, annunciati dalla stampa, per aprire il confronto e accelerare le procedure per l'integrazione tra i due scali di Pisa e Firenze».

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