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Prato, parla il dentista indagato per associazione segreta: "Non sono un faccendiere"

di Pasquale Petrella
Prato, parla il dentista indagato per associazione segreta: "Non sono un faccendiere"

Riccardo Pierattini è uno dei due professionisti indagati dalla procura per il reato previsto dalla legge Anselmi sulle logge segrete. Per il giudice Genovese: «È una vicenda surreale»

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PRATO. «All’inizio l’ho presa sul comico, poi è diventata tragica». Riccardo Pierattini, medico odontoiatra con studio a Galciana, è il professionista che insieme all’avvocato Luciano Tanteri si è visto perquisire lunedì 20 lo studio e l’abitazione dai finanzieri su mandato della procura di Prato che sta indagando nei loro confronti per costituzione e partecipazione ad associazione segreta. Procedimento che nasce da uno stralcio dell’inchiesta presunta bancarotta del gruppo di costruzioni Btp di Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei.

«Sono stato prima cliente e poi sono diventato amico da tantissimi anni dell’avvocato Luciano Tanteri - continua il dottor Pierattini - Con lui vado a giocare a golf e faccio parte dello stesso club Lions. Spesso ci troviamo a parlare di tantissime cose, ma di tutta questa vicenda in cui mi trovo coinvolto, mio malgrado, non ne so assolutamente nulla. Nego con fermezza qualsiasi mio coinvolgimento in una associazione segreta e in manovre, come ho letto, per influenzare le decisioni di qualche giudice. Io non ho alcun rapporto con i giudici, sono un medico odontoiatra e svolgo questa professione da tanti anni senza occuparmi di altre storie. Sono un libero professionista e questa vicenda mi coglie del tutto di sorpresa. Ripeto, all’inizio ho pensato davvero ad uno scherzo, ora invece mi rendo conto che la cosa è seria ed è un incubo». Una vicenda che lo ha anche costretto a nominare un avvocato di fiducia, «Sì, ma è una questione privata e non le dico il nome. Mi ha detto di non parlare».

Sul fronte della posizione archiviata per una ipotesi di abuso di ufficio, negli ambienti giudiziari si fa il nome dell’ex presidente del Tribunale di Prato ed ora giudice alla Corte di Cassazione a Roma, Francesco Antonio Genovese. Giudice che nega di aver mai ricevuto alcun avviso o notizia in merito. «Nel complesso credo che si tratti di una storia surreale e, se fosse confermato, si tratterebbe di uno sfregio finale nei miei confronti - dice il giudice Genovese - Posso solo dire che da quando sono arrivato io al Tribunale di Prato i giudici non sono stati più “contattabili”. C’erano dei privati che in tribunale erano di casa, come se fosse cosa loro». Questo significa che prima di lei i giudici erano “contattabili”? «Non tutti ovviamente, ma qualcuno sì. E, forse, il fatto che io abbia imposto nuove regole deve aver dato fastidio a qualcuno». Le indagini su quel magistrato segnalato alla procura di Genova, si sono comunque chiuse con una proposta di archiviazione. La presunta «contattabilità dei giudici» apre porte e quesiti inquietanti ai quali il procuratore capo di Prato, Piero Tony, ribadisce però con un fugace «No comment».

Ma perché i nomi dell’avvocato Tanteri e del dentista Pierattini sono finiti nel fascicolo processuale e nei loro confronti si sta procedendo con una ipotesi di reato di costituzione e partecipazione ad una associazione segreta? Sono le intercettazioni telefoniche alla base di questa inchiesta e, ovviamente, molto influisce il ruolo dell’avvocato Luciano Tanteri che era in buonissimi rapporti con l’ex presidente del Tribunale di Prato, Francesco Antonio Genovese e col quale, sicuramente, potrebbe essersi trovato a discutere del crac della Btp di Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei.

Luciano Tanteri infatti era indagato in quel procedimento e, a suo carico si legge che «agendo in qualità di privato determinatore, quale portatore di interessi e sollecitazioni provenienti dai creditori, rivestendo altresì la carica di consigliere di amministrazione de Il Forte spa, della Immobiliare Ferrucci srl, e poi membro del consiglio di amministrazione della Fenice Holding spa... in ciò anche avvalendosi di una collaudata rete di relazioni e del pregresso rapporto con Sandro Mencucci (amministratore della Fiorentina, ndr) redigevano una perizia falsa, concludendo con l’affermare che il valore netto del compendio della Bf ammontava a 293 milioni di euro…” dando così – secondo la procura – una «falsa rappresentazione dei valori immobiliari specificatamente concernenti il comparto alberghiero della Holding Bf spa… di fatto consentendo l’attuazione del concordato preventivo poi omologato».

Nella Fenice Holding spa con un capitale sociale dichiarato di oltre venticinque milioni di euro, in cui l’avvocato Luciano Tanteri è nel cda, ci sono molti istituti bancari: dall’Unicredit all’Mps, dall’Unipol alla Banca popolare di Vicenza, dalla Bnl alla Bp di Milano, insomma tutti quegli istituti di credito che avevano finanziato per 150 milioni di euro la Holding di Fusi e Bartolomei per ripianare i debiti. Come garanzia del finanziamento le banche ricevettero il pegno delle azioni e quando la holding Hbf ottenne il concordato preventivo, intervenne la Fenice che ne acquistò il pacchetto societario.

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