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Prato, i saldi sono partiti bene nel settore moda

Prato, i saldi sono partiti bene nel settore moda

Secondo una indagine della Confesercenti sarebbe stato registrato dai propri soci un incremento dal 3 al 5% rispetto al pari periodo del 2013. Il valore di uno scontrino medio oscilla tra i 70 ed i 100 euro

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PRATO. La Confesercenti di Prato ha condotto un’indagine tra i propri soci del settore moda per conoscere l’andamento delle vendite nelle prime settimane dei saldi. Rispetto allo scorso anno si evidenzia una crescita del 3-5%. Il valore di uno scontrino medio oscilla tra i 70 e i 100 euro per le attività di fascia alta e tra i 20 e i 40 per quelle di fascia medio-bassa, mentre la percentuale di scontro applicata in questa prima fase di saldi, va dal 30 al 50%.

«E’ un dato significativo - commenta Massimo Bettazzi, presidente provinciale della Fismo-Confesercenti – che mostra un’inversione di tendenza rispetto agli scorsi saldi invernali, con un incremento delle vendite in tutte le principali zone della nostra città. Anche se si tratta di una piccola fiammata iniziale che, probabilmente, sarà seguita da un assestamento nei prossimi giorni».

Dal primo bilancio dei saldi invernali affiora ancora tanta curiosità e affollamento davanti ai negozi, specie nel fine settimana; di corse all’acquisto vere e proprie però non ce ne sono state. Si individua un capo, lo si osserva, e si chiedono tutte le informazioni del caso, ma difficilmente lo si acquista in prima battuta: si torna una seconda e magari una terza volta, con la speranza di trovarlo ulteriormente scontato. Il temporeggiare da parte dei consumatori è dettato dalla ridotta capacità di spesa e dalla pressione fiscale.

Positivo il trend fino ad oggi riscontrato nel settore abbigliamento e calzature per bambini, che segna rispetto al 2013 un +3% netto. Data la convenienza (in molti casi gli sconti sono anche del 50%) si scelgono i saldi non solo per acquistare capi da utilizzare nella stagione in corso, ma anche di una o due taglie maggiori da far utilizzare ai figli il prossimo inverno. Si registra invece una tenuta tra gli accessori - sciarpe, guanti, cinture e borse - l’intimo, maglieria e i capi casual. In flessione le calzature - unica eccezione gli stivali da donna – mentre l’andamento è negativo nella vendita di giacche e capi spalla invernali. Quanto alle riduzioni, gli operatori commerciali quest’anno le stanno applicando in modo graduale.

«E’ stato giusto stabilire una data unica di partenza, ma sarebbe anche utile posticipare i saldi alla fine della stagione per migliorarne ulteriormente i risultati. Le vendite promozionali sempre più diffuse che molti esercizi commerciali effettuano già a partire dal mese di ottobre, rischiano di sgonfiarne l’effetto benefico sulla stagione. Per di più – continua il presidente della Fismo – le spese sostenute durante le festività e, soprattutto, le incertezze sulle tasse da pagare, incidono ulteriormente sulla capacità e sulla volontà d’acquisto dei consumatori, già ridotte al lumicino. Tuttavia, nonostante il periodo, i saldi di fine stagione 2014 mostrano una buona tenuta e confermano la validità di questo tipo di vendite». Riguardo alla data di inizio dei saldi di quest’anno, Bettazzi ritiene sia stata un po’ troppo a ridosso delle festività: «Resta da aggiustare il tiro - conclude - per consentire alle famiglie di fare acquisti convenienti e ai negozi di ridurre il peso dei magazzini e le conseguenti perdite che il pesante calo dei consumi ha portato con sé negli ultimi anni».

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