Il Tirreno

Prato

Majno contro i 5 Stelle: «Ospedali sicuri»

di Cristina Orsini
Majno contro i 5 Stelle: «Ospedali sicuri»

Il direttore generale Asl 4 annuncia azioni legali verso il meetup 134. Gavazzi sui fumi: «È solo vapore acqueo»

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PRATO. Con la giacca, ovvero nel ruolo istituzionale: «Ho il dovere di rassicurare perché i nuovi ospedali, già in funzione e quelli che lo saranno sono assolutamente sicuri». Senza giacca, cioè da cittadino comune: «Ma è giusto continuare a parlare male della nostra sanità che ha i migliori metodi di cura d'Europa?». E' Edoardo Majno, direttore generale Asl 4, coordinatore dei quattro nuovi ospedali toscani (Pistoia già aperto, Lucca di prossima apertura e Massa Carrara ancora in costruzione), a buttarla in gag )ma con fini seri)per rispondere alle accuse del meetup 134, quello di Fausto Barosco, candidato sindaco M5S, per intenderci lo stesso gruppo 5 Stelle che ha gonfiato i risultati di una parte delle "comunarie". Tirati per la giacchetta dall’annuncio 5 Stelle di procedere per vie legali per sulle presunte «non conformità dei parametri igienico sanitari, derivanti da criticità tecniche nei nuovi presidi sanitari, in particolare Prato e Pistoia», denunciate dall’M5S venuta in possesso - per vie ancora tutte da chiarire - di una relazione interna a firma del direttore di una macroarea dell’Asl di Lucca Lisandro Fava, le Asl si sono mosse in forza. L’obiettivo: quello di rassicurare, in primis i cittadini «spaventati dai titoli sui giornali», garantendo nel contempo il massimo della trasparenza: «Gli atti e i risultati delle indagini sono pubbliche, basta farne domanda e saperle leggere perchè si tratta di materiale tecnico».

Chiara l’Asl di Prato: «Per fare i controlli sui parametri igienico sanitari del Santo Stefano ci siamo avvalsi della società terza che da anni lavora con noi, Hospital Consulting che non solo ha effettuato le indagini prima dell’apertura del nuovo ospedale ma anche successivamente, consentendoci così di mettere a registro i livelli». Lapidaria Simona Carli, direttore sanitario del Santo Stefano. «Se anche uno solo dei parametri che la legge di obbliga a controllare, fosse risultato fuori scale, l’ospedale non avrebbe mai potuto aprire i battenti». Esplicito anche Lisandro Fava, autore della relazione e presente al chiarimento: «Quando ho sentito le affermazioni dei 5 Stelle sono rimasto basito - ha affermato - io ho effettivamente scritto alla mia Asl ma con l’intento di chiedere un approfondimento di indagine, essendo venuto a conoscenza della possibilità di utilizzare la Hospital Consulting per fare rilevazioni ulteriori a quelle che già vengono fatte. Si tratta unicamente di un azione preventiva, in vista dell’apertura dell’ospedale di Lucca».

Le Asl, prima tra tutte quella di Prato, non hanno intenzione di incassare le accuse 5 Stelle, senza reagire: «Abbiamo intenzione di procedere contro quello che è stato affermato - annuncia Majno - e vedremo anche di fare un’azione comune con le Asl di Pistoia e Lucca». Infine una risposta, più o meno definitiva, viene sulla questione “fumi emessi”. A dare una versione dei fatti è, ancora, Carli: «Molto spesso alle accuse che ci muovono alcuni cittadini, non possiamo dare risposte se non violandola privacy. Di certo non possiamo dire che se qualcuno si presta a farsi fotografare con macchiane sulla pelle è perché è malato e i fumi non c’entrano». E’ Gianluca Gavazzi, direttore tecnico ad affermare che i fumi: «Sono solo vapore acqueo emesso dalle caldaia e metano. Non abbiamo installato nuovi inceneritori di sorta, non ci sono altre emissioni. Semplicemente il fumo che esce è più evidente nell giornate di grande umidità in una zona meno edificata come quella del nuovo ospedale».

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