Sicurezza
La verità nella relazione degli ispettori
Caso Albuzzani: non si conosce l’esito delle verifiche di Bankitalia. Il Credito: i nostri conti sono solidi
PRATO. La relazione degli ispettori della Banca d’Italia sui conti della banca di Credito cooperativo Area pratese non è stata ancora consegnata alla Procura di Prato e ai vertici dell’istituto di credito. Sulla questione si sono concentrate le attenzioni della stampa perché in quella relazione potrebbero esserci anche i motivi che hanno contribuito ad armare la mano del presidente Lamberto Albuzzani, l’avvocato che venerdì sera ha sparato alla moglie e al figlio prima di togliersi la vita nella sua villetta di Sant’Angelo a Lecore.
Tutti ora ripetono che l’inchiesta per ostacolo alla vigilanza e falso in bilancio, nella quale era indagato Albuzzani, non può spiegare la tragedia, ma fin quando non si conoscerà il contenuto della relazione il giudizio resta sospeso.
In teoria Bankitalia poteva decidere il commissariamento della banca o irrogare sanzioni pecuniarie ai vertici. Se le sanzioni fossero state estremamente gravose, e se Albuzzani ne fosse venuto a conoscenza in anticipo, si poteva forse spiegare il senso dell’appunto lasciato alla moglie («accetta l’eredità con beneficio d’inventario»), ma dall’interno dell’istituto di credito fanno sapere che, anche nella peggiore delle ipotesi, sarebbero state sanzioni di alcune decine di migliaia di euro. Un importo che non può spiegare quello che è accaduto a Sant’Angelo a Lecore.
Sulla vicenda sono tornati ieri ufficialmente la Banca di Credito Cooperativo dell'Area Pratese e la Federazione Toscana delle BCC con un comunicato. «Nel rinnovare il cordoglio per quanto accaduto al compianto presidente Lamberto Albuzzani - si legge nella nota - tuttora incredule e sgomente per la tragica vicenda, anche alla luce di supposizioni apparse su alcuni organi di stampa, desiderano precisare - a tutela dei soci e dei clienti - che la banca dell'Area Pratese è solida e dispone di ampie risorse patrimoniali. Tanto è vero che, con il presidente Albuzzani, era già stata decisa una rigorosa chiusura dei conti dell'esercizio 2013, effetto inevitabile dell'attuale contesto economico. Tale politica di rigore può essere tranquillamente assorbita dalla banca proprio per effetto delle risorse di cui dispone l'istituto, quindi senza alcun pregiudizio per soci e clienti».
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