Attenzione
Prato, coprifuoco notturno al Martini
Il circolo Arci chiude alle 21 per motivi di sicurezza. Il precedente del 1° Maggio
PRATO. Al circolo Arci Quinto Martini di Maliseti è entrato in vigore un coprifuoco notturno. Durante la settimana la chiusura sarà anticipata alle 21, mentre nel weekend le attività del circolo proseguiranno fino a mezzanotte. Una scelta motivata da ragioni di sicurezza che hanno spinto il consiglio direttivo a prendere questa decisione.
«Si tratta di misura temporanea», rassicura Giovanni Mosca, vicepresidente del circolo che conta oltre 300 soci. «E’ stata una scelta dolorosa, ma necessaria – spiega - d’altra parte la situazione richiedeva una segnale forte che abbiamo voluto mandare per attirare l’attenzione dell’amministrazione su un problema che riguarda la sicurezza dei cittadini. Nelle ore serali capita spesso di assistere a episodi di spaccio e di dover avere a che fare con persone malintenzionate che creano problemi ai soci frequentatori del circolo con il risultato le famiglie non venivano più per paura- aggiunge – vedremo come si evolverà la cosa, intanto abbiamo scritto una lettera al Questore per denunciare la situazione nella zona».
Non è la prima volta a Prato che un circolo Arci decide di aprire con orario ridotto. A creare un precedente fu il Circolo I maggio, alcuni anni fa, sempre per motivi di sicurezza legati a episodi di delinquenza. «Al momento – spiega Roberta Bardazzi, dirigente Arci Prato – non mi risultano altri casi di circoli che abbiano preso in considerazione quest’ipotesi, ma il problema sicurezza, specie nelle periferie, esiste, e vi andrebbe posta un’attenzione particolare».
Come spiega Luisa Peris, presidente della Circoscrizione sud, la «situazione è preoccupante» anche in altre zone della città. «Il territorio è lasciato a se stesso – afferma – a darci il colpo di grazia è stata la chiusura dei distretti». Non è d’accordo Peris con la decisione dell’Arci di Maliseti di anticipare l’orario di chiusura del circolo «tuttavia - dice - capisco bene le difficoltà a cui molti vanno incontro specie nei casi in cui la vigilanza attiva dei soci non è sufficiente».
«Vorremmo ci fosse un controllo maggiore sui territori – conclude – i circoli non possono essere lasciati da soli a svolgere questo ruolo che tra l’altro non compete a loro». Sulla stessa lunghezza d'onda Alberto Manzan, presidente del quartiere Nord.
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