Italia
Comune unico o ciascun per sé
È l’indicazione del (disertato) referendum sulla fusione della Valbisenzio. Quasi un nulla di fatto
VALBISENZIO. O a tre o nulla. E per adesso nulla. Strada in salita per il comune unico della Valbisenzio. Il giorno dopo la consultazione due sole certezze sembrano farsi largo tra le nebbie dell'esito referendario. La prima è che gli unici disposti a una fusione sono gli abitanti di Cantagallo, il comune più grande (un quarto della provincia) ma meno popolato (tremila abitanti).
Quanto al comune a geometria variabile - oggi a due e domani a tre - i consensi sono stati insufficienti: a Vernio, dove erano attesi, ma anche a Vaiano, dove ha prevalso il voto disgiunto. E così la seconda certezza, se fusione ci dev’essere, è che la valle deve restare unita. Oppure com’è oggi: tre comuni e un'unione di Comuni.
Qualche consigliere regionale potrebbe ancora presentare una proposta di legge per una fusione. Sindaci e consigli comunali, come prevede la legge 68 della Toscana, potrebbero chiedere alla giunta regionale di redigere una proposta di legge. La potrebbero presentare anche i consigli comunali. E a quel punto si ricomincerebbe da capo, prima il referendum e poi la parola al Consiglio regionale. In Toscana finora le fusioni sono andate avanti solo se in tutti i comuni interessati ha vinto il sì, in Emilia Romagna si è guardato al voto aggregato. Con le regole emiliane la fusione sarebbe possibile: a Vaiano, Vernio e Cantagallo i sì sono stati complessivamente il 59,48%, nonostante il no di Vernio. Ma più ragionevolmente la partita del comune unico sarà rinviata.
«Netto no alla fusione» annota su Twitter il sindaco di Vernio, Paolo Cecconi. «Chi non ha partecipato ha detto che l'idea del Comune unico non è la bacchetta magica per risolvere la crisi», ha commentato il sindaco di Vaiano, Annalisa Marchi. A Vaiano ha votato il 22,32%, stranieri e sedicenni compresi: è la percentuale più bassa - il 36,20% a Vernio e il 29,62% a Cantagallo. «Gli elettori ci dicono di lavorare per tre comuni uniti e non due», aggiunge Marchi. «L'affluenza denota che la necessità di un comune unico non è una priorità - sottolinea il comitato dei no per la valle unita, che aveva chiesto un voto disgiunto - La strada è comunque segnata». Ma rinviata. Nelle urne per la fusione a tre hanno vinto i sì a Vaiano (68,31%) e a Cantagallo (87,67%) ma a Vernio ha prevalso il no al 60,67%. Al Comune unico di Cantagallo e Vaiano hanno detto sì i primi (78,58%) ma non i secondi (solo il 44,94%). Ancora meno consensi ha ricevuto il comune unico di Cantagallo e Vernio: 69,61% di sì a Cantagallo e 35,32% a Vernio. E così non resta che aspettare. (w.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
