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Prato, Bankitalia sgonfia il caso dei mutui facili ai cinesi

di Carlandrea Poli
Prato, Bankitalia sgonfia il caso dei mutui facili ai cinesi

L’europarlamentare Claudio Morganti rende nota la risposta alla richiesta di chiarimenti sui presunti prestiti anomali denunciati dall’assessore Milone. Che non si arrende: "Non hanno raccolto i dati nelle filiali pratesi"

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PRATO. Cinesi, quindi, con garanzia sicura per rimborsare i prestiti. È questa l'equazione di Bankitalia sul caso sollevato dall'assessore alla sicurezza, Aldo Milone sui “mutui facili” da parte delle banche ai cittadini del celeste impero, residenti a Prato. La risposta è autorevole e, per ufficio, la più competente che si possa ricavare da palazzo Koch, l'area di vigilanza sull'attività bancaria e finanziaria. Arrivata in posta lo scorso giugno all'europarlamentare di Io Cambio, Claudio Morganti che aveva sollevato l'interrogativo – in seguito alle molte notizie di stampa sui prestiti anomali denunciati in primo luogo da Milone – a marzo sulla regolarità del comportamento delle banche verso gli orientali.

La replica è condensata in due pagine. Come due sono i paragrafi che smontano o quanto meno riducono notevolmente la portata dei finanziamenti privi di garanzie. Il dato in possesso di Bankitalia al 31 gennaio dell'anno scorso, comprendente – pertanto – i mutui accordati e non ancora estinti a questa data – è di 128 milioni di euro. A tanto ammonterebbero le linee di credito aperte in favore dei cinesi residenti nella provincia di Prato. E, pur essendo un importo ragguardevole, il rapporto sul totale è del 5,5% ovvero nettamente inferiore all'incidenza della popolazione orientale sul numero degli abitanti presenti in città.

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Ma, l'elemento che ribalta la teoria del favoritismo ai cinesi è la percentuale di prestiti coperti da garanzie: tocca il 98% dei casi, superiore allo stesso dato degli italiani che quando si sono presentati agli sportelli hanno offerto fideiussioni “solo” nel 93,5% dei prestiti. La clientela cinese sarebbe, quindi, persino più affidabile. Al punto da consentire ai tecnici della vigilanza di tirare una linea diametralmente opposta all'idea maturata in città di una combutta fra cinesi e banchieri per penalizzare nei prestiti i pratesi doc: «Si rappresenta che l'attività ispettiva condotta presso alcuni intermediari attivi prevalentemente nell'area pratese non ha, sinora, fatto emergere specifici elementi riguardo a quanto segnalato».

Un lessico che, malgrado appaia asettico e burocratico, respinge fermamente l'allarme lanciato dall'eurodeputato. Chi non si arrende, manco a dirlo, è lo “sceriffo” Milone. «Evidentemente considerano in quel 98% le garanzie offerte con buste paga da 4.000 euro all'anno. Ma come fanno a credere che quei redditi possano essere la fonte per rimborsare i mutui?».

La missiva firmata da Luigi Donato e Carmelo Barbagallo per Bankitalia lo convince solo di una cosa: l'inaffidabilità dell'attività ispettiva: «Deve essere un numero raccolto, fidandosi di quello che dicono le banche, senza condurre un'indagine diretta nelle filiali pratesi. È una cosa incredibile, i numeri di Bankitalia sfiorano il falso».

Milone si lancia in un'invettiva contro la banca centrale, per la mancata vigilanza e lamentando da mesi l'assenza di risposta ad un suo specifico quesito: «Gli avevo fornito una traccia con 23 mutui dati senza garanzie. A questo punto, manca solo che entri in banca per visionare personalmente i fascicoli». Un compito, rispetto al quale – è la certezza dell'assessore – Bankitalia non avrebbe ancora fatto il proprio dovere.

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