Il Tirreno

Prato

Perquisiti due professionisti sospettati di far parte di una loggia segreta

di Pasquale Petrella e Paolo Nencioni
Perquisiti due professionisti sospettati di far parte di una loggia segreta

La Procura di Prato li ha indagati nell’ambito di un procedimento derivante da uno stralcio di quello che vede imputati per bancarotta gli imprenditori Fusi e Bartolomei. Archiviate le accuse nei confronti di un magistrato pratese

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PRATO. Gli studi e le abitazioni di due professionisti sono stati perquisiti lunedì 20 gennaio 2014 dalle forze dell’ordine perché nei loro confronti la Procura di Prato ha ravvisato una ipotesi di reato connesso alla legge 25 gennaio 1982 numero 17 ovvero quella che indica le associazioni segrete che violano l’articolo 18 della Costituzione e che quindi sono illegali. La procura ritiene che i due professionisti farebbero parte di una ben precisa associazione segreta il cui nome per ora è rimasto coperto da segreto istruttorio.

Il procedimento è autonomo ma connesso a quello che vede indagati per bancarotta concordataria della holding Hbf gli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei.

E la notizia delle perquisizioni nasce da un comunicato diffuso quasi a sorpresa da parte della Procura di Prato diretto essenzialmente a smentire le voci sull’ipotesi di un magistrato in servizio presso lo stesso Tribunale pratese indagato nell’ambito della stessa vicenda dei due imprenditori edili.

«Nessun magistrato risulta indagato da questo ufficio, né questa Procura ha mai disposto ed effettuato attività di intercettazione nei confronti di magistrati», così recita il comunicato stampa diffuso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato. «Ciò, al fine di evitare che si diffondano notizie improprie che finiscano anche involontariamente per coinvolgere l’immagine di terzi estranei alle ipotesi di reato» conclude il comunicato che nasce nell’ambito dell’inchiesta sul procedimento, con ipotesi di reato di bancarotta concordataria della holding Hbf a carico dell’imprenditore Riccardo Fusi e altre tredici persone. Procedimento per il quale la Procura, il 15 gennaio scorso, ha formulato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari.

La decisione della Procura di diffondere il comunicato nasce dal fatto che durante le indagini a carico degli imprenditori Riccardo Fusi e Roberto Bartolomei era emersa una ipotesi di reato a carico di un magistrato in servizio al tribunale di Prato e per questo c’era stata la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica di Genova, competente per accuse nei confronti di magistrati del distretto toscano. L’autorità giudiziaria genovese ha proseguito le investigazioni «anche mediante propria attività di intercettazione» trasmettendo poi gli esiti alla Procura di Prato per la formulazione di richiesta di archiviazione nei confronti di quel magistrato. A conclusione delle indagini la Procura della Repubblica di Prato «ha pertanto formulato avviso di conclusione delle indagini - si legge ancora nel comunicato - formulando distinti addebiti a carico di 14 indagati per ipotesi di bancarotte concordatarie Btp ed Hbf, connessi reati fiscali, nonchè per la ipotesi di falsa perizia a carico di tre soggetti nominati periti ai sensi dell’art. 2343 c.c.»

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