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Prato

Il “trogloditi” di Rossi è rimasto indigesto

Il “trogloditi” di Rossi è rimasto indigesto

Mazzoni e Borchi bacchettano il governatore che aveva criticato chi non apprezza il nuovo ospedale

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PRATO. Il presidente della Regione Enrico Rossi, invitato al congresso regionale di Sel al Terminale, sabato scorso modo di dare dei “trogloditi” a quanti non apprezzino assistenza e livello tecnologico del nuovo ospedale di Prato. Immediate le polemiche. «Nel nuovo ospedale - ha detto Rossi in un articolo pubblicato da Notizie di Prato a firma Nadia Tarantino - ci sono nuove tecnologie e sono importanti. I trogloditi stanno nelle caverne. Vorrei che tutti quelli che brontolano venissero ricoverati nel vecchio ospedale per misurare la differenza tra vecchio e nuovo».

«Con alto senso delle istituzioni, il governatore Rossi ha augurato ai pratesi di aver presto bisogno di un ricovero in ospedale - attacca Riccardo Mazzoni, coordinatore provincia di Forza Italia - Un augurio che non gli ricambiamo. Siamo davanti all'ennesima caduta di stile di un provocatore di professione che va in giro per la regione a spargere veleni. Rossi è un nemico dichiarato di Prato e nega l'evidenza di un nuovo ospedale che presenta criticità evidenziate da molti operatori sanitari, tanto sono gravi e macroscopiche. Ma tutto questo non sorprende: il governatore è abituato a difendere l'indifendibile e non riesce a nascondere il suo odio politico nei confronti di una città governata dal centrodestra. Gli concediamo solo un'attenuante: l'imminente e annunciata rottamazione da governatore che lo rende evidentemente più nervoso del solito. A quanto si dice a sinistra, ci penserà infatti Renzi a rispedirlo nelle caverne insieme ai trogloditi».

Anche il vicesindaco Goffredo Borchi bacchetta Rossi in una lettera aperta. «Paure o giuste preoccupazioni? - scrive - Quando l'arroganza politica arriva a sedere sulle più alte poltrone istituzionali non è difficile riconoscerla. Capisco che possa far male sul piano politico essere criticato da destra e da sinistra ma si domandi il perché; altrimenti forse la prossima volta quando avrà occasione di parlare delle paure (o giuste preoccupazioni?) della città di Prato si dimenticherà di parlare di quelle sulla sanità e sul nuovo ospedale. Un ospedale che lei in tutti i modi ha voluto sottodimensionare, nonostante le promesse fatte a suo tempo, e che per questo oggi è incapace di dare risposte sanitarie adeguate ai bisogni di Prato e della sua provincia».

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