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Prato

L’amico Cocci: «Non gli ho mai sentito alzare la voce verso Marco»

«Siamo stati insieme giovedì sera ed era scontato che saremmo stati insieme anche stasera (sabato ndr). Non c’era assolutamente nessun segnale, nessuna preoccupazione nella vita di Marco che potesse...

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«Siamo stati insieme giovedì sera ed era scontato che saremmo stati insieme anche stasera (sabato ndr). Non c’era assolutamente nessun segnale, nessuna preoccupazione nella vita di Marco che potesse far presagire quello che poi è accaduto». Tommaso Cocci è forse l’amico più stretto di Marco Albuzzani e da quando ha saputo della tragedia ci ha riflettuto a lungo senza arrivare ad un perché. «Io ero praticamente di casa da loro e non ho mai avuto il sentore che ci fosse qualcosa di strano - continua Cocci - Al padre di Marco poi, non gli ho mai sentito alzare la voce. Mai una discussione». Forse a far precipitare la serenità familiare può essere intervenuta la vicenda giudiziaria legata all’avviso di garanzia. «No, non credo che sia stato quello - continua Cocci - Il padre di Marco era una persona di mondo, un avvocato e di certo non si sarebbe fatto travolgere da quelle questioni che mi sembrano ben poca cosa rispetto ai valori della vita e della famiglia».

La tragedia quindi potrebbe essere legata alla personalità di Lamberto Albuzzani, un uomo tutto d’un pezzo. «Indubbiamente era un uomo di grande personalità - continua Tommaso Cocci - Ma non ha mai condizionato la vita di Marco che era libero nelle sue scelte. Non ho mai sentito dire a Marco che non poteva fare qualcosa perché suo padre non voleva. Era fidanzato con mia cugina quindi, fra noi, il rapporto era davvero più che fraterno, ecco perché dico che non mi so dare una spiegazione di quello che è successo. E’ una tragedia inspiegabile da qualunque punto di vista la si voglia vedere».

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