Il Tirreno

Prato

Tbc, è scontro tra Asl e famiglia

Per l’Azienda: infezione non diagnosticata per gli esami fatti. La mamma: solo bugie

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PRATO. Davvero non ne può più. La mamma del ragazzo di 16 anni malato di Tbc, curato al Meyer perché all'ospedale di Prato non era stata diagnosticata, per la seconda volta in 24 ore controbatte la versione dell'Asl 4. Per l'Asl 4 che ha raccontato la sua versione dei fatti in un lungo comunicato, alla donna erano stati prescritti gli esami da fare al figlio, tra i quali il test Mantoux , dopo visita e ricovero di un giorno al Santo Stefano intorno alle metà di dicembre : «Il fatto che il paziente non abbia eseguito gli esami prescritti alla dimissione e abbia optato di rivolgersi ad un altro ospedale - è il giudizio dell'Asl - ha determinato l'interruzione dell'iter diagnostico presso la nostra Azienda, non consentendo di pervenire alla diagnosi di certezza e ai conseguenti provvedimenti».

Un’affermazione che la mamma del ragazzo critica aspramente. «Non è vero che a mio figlio al nuvo ospedale sia mai stata fatta una visita da un infettivologo. E’ vero, invece, che quando mio figlio è stato dimesso mi hanno prescritto il test da fare esternamente. E’ altrettanto vero, però, che quando mi sono recata al Giovannini, il 17 di dicembre, mi hanno fissato visita e test per l’8 gennaio. Senza fretta. Inoltre non mi è stata detta la possibilità di fare il Mantoux direttamente al pronto soccorso. Se i medici avevano solo un pallido dubbio - prosegue la donna - che mio figlio avesse la Tbc mi chiedo perché non hanno approfondito immediatamente. Mio figlio stava male rischiava di morire. Tutte queste frottole mi sembrano allucinanti». La donna ha raccolto tutta la documentazione medica e assieme al legale deciderà come procedere.

Per l’Asl: «Il giovane paziente accedeva al pronto soccorso nel primo pomeriggio del 13 dicembre, riferendo un episodio di sanguinamento dal naso e dalla bocca. E' stato visitato dai medici di turno e inviato, dapprima a consulenza otorinolaringoiatrica, che risultava negativa e, successivamente, sottoposto ad esame radiografico del torace, che evidenziava una sospetta broncopolmonite per la quale è stata somministrata terapia antibiotica». «Sono stati eseguiti esami ematici - continua l’Asl - che hanno rilevato lieve alterazione degli indici di flogosi. La ricerca degli antigeni urinari per pneumococco e legionella è risultata negativa. E' stata attivata la consulenza da parte di un infettivologo che, per il completamento diagnostico, ha prescritto l'esecuzione di esame batterioscopico e colturale su escreato per germi comuni e micobatteri, intradermoreazione di Mantoux ed eventuale controllo ambulatoriale presso malattie infettive». A quel punto il ragazzo è rimasto una notte in ospedale, ne è uscito con le prescrizioni. Il 20 dicembre è stato ricoverato al Meyer.

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