Finanza
Sola con due figli senza lavoro e la casa è a rischio
PRATO. E' disperata Rita Calabrese. Non ha più un lavoro, vive in una casa in affitto insieme a due dei tre figli e il 4 marzo avrà lo sfratto dall'appartamento dove abita a Prato. La donna non...
PRATO. E' disperata Rita Calabrese. Non ha più un lavoro, vive in una casa in affitto insieme a due dei tre figli e il 4 marzo avrà lo sfratto dall'appartamento dove abita a Prato. La donna non riesce a pagare il canone di locazione e per campare è costretta a chiedere aiuto alle varie parrocchie. La sua è una storia triste come purtroppo ce ne sono tante altre in giro per la città. Il dramma di un lavoro che non c'è colpisce come una furia ed a tutte le età. La signora Calabrese ha alle spalle un matrimonio finito e lo scorso anno è terminata pure la convivenza col suo compagno. La figlia, invalida, ora abita con l'ex marito mentre i due figli maschi stanno con lei. Da aprile 2013 non riesce più a poter pagare l'affitto e vive dell'aiuto che la Chiesa le offre, dell'appoggio delle assistenti sociali oltre che alla generosità di quanti la conoscono. «Ma così non posso più andare avanti - dice amaramente la donna - Non riesco a trovare nulla, eppure sono disposta a fare qualsiasi lavoro onesto per pagarmi un affitto. Mi è stata proposta una stanza ma dovrei andarci senza poter portare con me i miei due figli, perché non c’è posto. E senza di loro non vado da nessuna parte, non li lascio certo in mezzo alla strada. Ora sono costretta a chiedere aiuto anche per mangiare e per pagare le bollette. Ho chiesto a più riprese un incontro col sindaco ma non riesco ad averlo. Sono del parere che troppo spesso vengono aiutati gli stranieri dando loro alloggi mentre quelli che vengono penalizzati siamo noi italiani. Avevo la tesserina dell'Emporio per poter fare la spesa - continua la signora Rita - ma è stata sospesa per quattro mesi. Solo qualche giorno fa mi è stata riattivata. Quello che chiedo è di vivere dignitosamente e lavorare - conclude la signora - Di avere un lavoro per me o almeno per uno dei miei figli». Nemmeno loro trovano niente. Il più grande faceva il muratore, mentre l'altro l'operaio. Ma le cose sono andate male. Hanno inviato diversi curricula ma di risposte nemmeno l'ombra. «La stessa cosa vale per me- conclude - tante sono le domande che ho portato in giro per chiedere un'occupazione, ma tutte sono cadute nel vuoto». Chi fosse in grado di aiutare la signora Calabrese e la sua famiglia può contattarla al 339/3474908.
Azelio Biagioni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google