Il Tirreno

Prato

I vertici del Credito cooperativo: l’inchiesta sulla banca non può essere stata la causa scatenante

In una lettera il cda, il collegio sindacale ed il direttore generale invitano al silenzio: impossibile conoscere le vere motivazioni che possono avere spinto Albuzzani ad uccidere moglie e figlio e a suicidarsi

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PRATO. I vertici della Banca del Credito cooperativo area pratese escludono che vi possa essere una relazione tra il gesto compiuto dal presidente Lamberto Albuzzani e l’inchiesta in corso sulla banca. Questo il testo della lettera inviata alla stampa.

«I componenti del consiglio di amministrazione, i componenti del collegio sindacale ed il direttore generale della Banca Area Pratese, a titolo personale, a nome della Banca, di tutti i dipendenti e di tutti i soci, esprimono il loro profondo cordoglio per la tragedia che ha visto coinvolti il presidente Lamberto Albuzzani, sua moglie Mariangela Bellini e del loro adorato figlio Marco: è un dolore profondo, che non lascerebbe spazio alle parole e che richiederebbe soltanto un rispettoso silenzio. Purtroppo, però, da tante parti provengono notizie parziali e indicazioni fuorvianti, che rischiano di descrivere la persona dell'amico Lamberto in modo deformato e di ricercare spiegazioni semplicistiche e - anche soltanto per questo - irriguardose. Da qui la necessità di precisare che il ruolo "marginale" attribuito al presidente nell'ambito della ormai notoria inchiesta della Procura della Repubblica di Prato non può essere ritenuto la causa scatenante della tragedia che si è verificata: ad altre persone era rivolto l'interesse della Procura e, infatti, esse non fanno più parte dell'Ente, mentre il presidente Albuzzani continuava ad esserne saldamente alla guida. Del resto, anche la recente, pur collegata, ispezione della Banca d'Italia era stata affrontata dal presidente Albuzzani con la serenità che gli derivava dalla consapevolezza di avere agito sempre con la più assoluta correttezza e con il massimo impegno - fino al limite del sacrificio della propria vita personale e professionale e della propria salute - con l'unico obbiettivo di proteggere, contro gli interessi di chiunque, la Banca ed i suoi soci. Dunque, le cause della tragedia andrebbero ricercate nella complessità e nella profondità dell'animo dell'amico Lamberto, sicché, nell'impossibilità di conoscerle, l'unica condotta accettabile, davanti alla perdita di tre splendide persone, è quella di serbare un rispettoso silenzio».

«Era per noi una persona di grandissima correttezza e di grande affidabilità - dice il presidente della Federazione Toscana delle BCC , Umberto Guidugli - . Stava ottenendo buoni risultati ed aveva una grande fermezza. Questa vicenda - conclude Guidugli - rappresenta per noi un grandissimo dolore».

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