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Dopo la gaffe in 22 lasciano il meetup di Barosco

Dopo la gaffe in 22 lasciano il meetup di Barosco

PRATO. «Per qualcuno è uno sputtanamento, per altri è la dimostrazione che il M5S sta per implodere, per noi è una cosa sola: la dimostrazione che il M5S fa gola a molti e paura ad altri». Così...

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PRATO. «Per qualcuno è uno sputtanamento, per altri è la dimostrazione che il M5S sta per implodere, per noi è una cosa sola: la dimostrazione che il M5S fa gola a molti e paura ad altri». Così Fausto Barosco, principale esponente del Movimento 5 Stelle a Prato, spiega sul suo profilo di Facebook il caso che ha agitato il movimento negli ultimi giorni, cioè il pasticcio del numero dei votanti (gonfiato per non fare una figuragccia) al secondo turno delle “comunarie” per la scelta del candidato sindaco del M5S. Secondo Barosco il movimento avrebbe dato i numeri corretti subito dopo il voto, e allega una pagina del sito di Beppe Grillo. Ma le cronache di quei giorni, in particolare l’articolo uscito sul Tirreno il 26 ottobre, raccontano un’altra storia. Il numero di 160 votanti è stato dato dagli stessi esponenti del Movimento 5 Stelle e nei giorni scorsi non è mai stato corretto né smentito.

Intanto, a distanza di 48 ore dalla rivelazione del Tirreno della decisione degli artefici delle primarie grilline per il Comune di gonfiare i risultati della votazione del 25 ottobre (preliminare alla scrematura dei candidati da 5 a 2) fra i pentastellati si riflette anche sul corretto svolgimento pure del secondo turno, nella sfida decisiva che ha visto contrapposti Fausto Barosco e Adriana Pagliai.

«Sono state fatte delle domande da parte degli attivisti, ma non ci sono state fornite spiegazioni esaustive”» ammette Chiara Bartalini, che è stata la prima nella conversazione riservata del gruppo a interrogarsi sulla liceità di aumentare ad arte i dati dei partecipanti per catturare meglio l'attenzione. Lei è un ex del 134 da qualche ora, decisione pagata a caro prezzo. Dalla pagina organizzativa di Facebook è stata depennata dai contatti.

E questa sembra, a ben vedere, la prima concreta conseguenza dell'esplosione mediatica del caso Comunarie: in 15 se ne erano andati nei giorni precedenti, ben 7 hanno deciso di togliere le tende dal meetup che appoggia Fausto Barosco nelle ultime 24 ore. Fra questi anche Luca Baldi: «Entro a far parte del nuovo gruppo, composto da simpatizzanti e attivisti di entrambi i meetup». Il motivo della rottura nel suo caso è stata l'esclusione a sorpresa dalle liste per il consiglio comunale: «Dovevo essere fra i 30 nomi indicati insieme a Barosco, invece, mi hanno tagliato fuori».

Per fare chiarezza sulla faccenda occorre ricordare che il terreno di contesa – in una diatriba fra il 134 e il Prato 2 che va in scena con alterni picchi di tensione dal 2009 – è diventato l'ottenimento della certificazione della lista per il consiglio abbinata al consiglio comunale: il contenzioso per ottenere la legittimità è fra l'elenco di nomi riunito attorno alla candidatura per la massima poltrona cittadina di Fausto Barosco e quello stilato a sostegno di Mariangela Verdolini.

La candidata, trentaduenne, disoccupata ex titolare di un bar, corre forte della designazione di 35 organizer. Lo staff di Beppe Grillo dovrebbe, in breve, decidere chi dei due abbia il diritto a rappresentare il MoVimento nelle elezioni amministrative di primavera. E mentre i fatti sembravano finora sorridere in favore di Barosco, l'asse della fortuna e dei numeri potrebbe slittare in direzione di Verdolini e della lista che avrebbe l'intento di superare il perenne strappo fra le due fazioni.

Carlandrea Poli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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