La manifestazione
“Congelati” venti formatori
Liberi professionisti, a partita Iva, dal 1º gennaio non possono più lavorare al Centro per l’impiego
PRATO. Stanno al di qua della cattedra, a fare orientamento e formazione per dare una chance ai lavoratori espulsi dal mercato del lavoro. Professionalità di alto livello fra i corridoi della Fil-Centro per l’impiego di via Galcianese: una ventina tra formatori, docenti e tutor specializzati. Restano fuori dal mercato, anche loro. Può suonare un paradosso visto che si parla del Centro per l’impiego, meta per tanti pratesi in cerca di un’opportunità di lavoro. La loro collaborazione al momento è “congelata”, trattandosi di liberi professionisti con partita Iva, in qualche caso legati alla Fil da molti anni. C’è una tegola che dal primo gennaio è piovuta in testa alle società partecipate, dunque anche sulla Fil che, per conto della Provincia, si occupa dei servizi per il lavoro e la formazione: a livello normativo, essendo le partecipate equiparate agli enti pubblici, diventano soggette a tutti i vincoli riguardanti gli incarichi esterni e le collaborazioni professionali. Mani legate, insomma. «Il problema temporaneo si è presentato per alcuni cambiamenti normativi riguardanti le società partecipate – fa sapere il direttore del Centro per l’impiego Michele Del Campo -. Finché non si troverà una soluzione per gestire queste collaborazioni andremo avanti senza creare nessun disservizio per gli utenti». E nei primi giorni del 2014 gli uffici di via Galcianese sono stati presi d'assalto da circa 500 persone al giorno per le pratiche legate alla disoccupazione senza che si sia verificato nessuna disguido: in pianta stabile operano lì 29 dipendenti assunti a tempo indeterminato con funzioni di anagrafe del lavoro. Ma il corpo dei tutor, orientatori e formatori, quelli a collaborazione insomma, rappresenta lo zoccolo duro dell’attività formativa in via Galcianese, dunque una risorsa preziosa. «Ci siamo presi un mese di tempo - aggiunge Del Campo - per studiare la soluzione migliore in modo da continuare a fornire servizi attraverso una società partecipata come la Fil. Disponibile a incontrare i lavoratori: il problema non è imputabile a scelte del Centro per l’impiego ma a una modifica del quadro normativo nazionale». Queste figure, inserite in graduatoria, erano state selezionate mediante un avviso pubblico uscito nel 2011 e valido fino alla fine 2014. Trattandosi in qualche caso di collaboratori “storici”, i sindacati cercano di monitorare la situazione in evoluzione. «Stiamo organizzando un’assemblea dei lavoratori – fa sapere Giovanni Santi, segretario del Nidil-Cgil (il sindacato degli atipici) -. Mi risulta che in Provincia stiano cercando tutti i possibili strumenti per continuare a far lavorare queste persone altamente qualificate. Dal punto di vista normativo, le collaborazioni non potranno più esistere».
Maria Lardara
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