Il Tirreno

Prato

Amministrative, pressing del centrodestra su Cenni

Cristina Orsini
Amministrative, pressing del centrodestra su Cenni

Chiedono che sciolga le riserve sulla ricandidatura. Ndc lo sostiene ma con dei distinguo: «Basta che ci tratti con pari dignità». Due i “paletti” puantati dal sindaco uscente: lista civica e mani libere

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PRATO. «Una cosa è certa: la candidatura a sindaco di Matteo Biffoni per il centrosinistra, è assolutamente ininfluente sulla decisione di Roberto Cenni di candidarsi al secondo mandato o di fare un passo indietro». Parola di capogruppo di Forza Italia in Comune Roberto Baldi che di Biffoni tesse le lodi: «Intelligente e disponibile» ma fino a un certo punto: «Impossibile da giudicare come amministratore perché di esperienza non ne ha».

Baldi, uomo vicino al sindaco, è tra coloro che ancora aspettano una decisione definitiva del primo cittadino in carica sulla volontà di affrontare una campagna elettorale per il bis che si avvicina a grandi passi: il 24 marzo prossimo - tra 70 giorni - le funzioni del consiglio comunale cesseranno e dopo due mesi, il 25 maggio, Prato andrà alle urne per le tornata delle amministrative.

Eppure Roberto Cenni, sussurrano gli uomini a lui più vicini, se da un lato ha voglia di spendersi per portare a conclusione i progetti avviati in questa legislatura, dall’altra continua ad avere mille dubbi. Per dirla con le parole di Baldi: «Una cosa è vincere le elezioni, un’altra è governare con serenità». Serenità che, in questi cinque anni, al sindaco è spesso venuta a mancare.

Due i paletti ben piantati che pare Cenni abbia, però, messo nella discussione interna al centrodestra: il primo riguarda la certezza delle “mani libere”. Ovvero Cenni che non ha mai nascosto l’insofferenza per gli appetiti dei partiti su nomine e cariche, su teatrini e ricattucci, vuole la garanzia di poter decidere in piena libertà. Non solo. Cenni, tanto per mettere in chiaro le cose, sembra non abbia alcune intenzione di correre - se correrà - con un lista sostenuta dai partiti ma con una lista civica che però, almeno per il momento, resta tutta da fare.

Anche il coordinatore provinciale Fi Riccardo Mazzoni ha necessità di stringere i tempi: «Attendiamo - spiega - che il candidato del centrosinistra ufficializzi la sua disponibilità poi bisognerà tirare le fila». Il punto della situazione verrà fatto molto presto in una riunione nella quale saranno invitati in pochi.

A suonare la campanella del tempo scaduto è, invece, il Nuovo centrodestra di Prato che ha come referente in Regione Alberto Magnolfi. Con un comunicato a firma, tra gli altri, di due consiglieri comunali Piero Bardazzi e Carlo La Vigna, di Cristina Attucci, consigliera provinciale, Giuseppe Conte ex consigliere comunale a Poggio a Caiano, consigliere provinciale e diversi altri esponenti della società civile, ribadisco che «il primo e naturale interlocutore» come candidato per il centrodestra resta Roberto Cenni ma con alcuni distinguo: «Riteniamo - scrivono - che la nostra fiducia non possa prescindere da alcuni passaggi politici da svolgersi di fronte alla città». Primo tra i quali la certezza «di avere pari dignità» rispetto agli altri soggetti politici: Forza Italia, Udc e Socialisti riformisti che hanno già dichiarato il proprio sostegno al sindaco uscente “senza se e senza ma”.

E non solo, il Nuovo centrodestra pratese che storicamente è entrato in frizione più volte con Cenni e la sua giunta, chiede che il primo cittadino «esprima chiaramente e in tempi brevi se intende ricandidarsi o meno». Puntualizza che «nessuno vuole tirarlo per la giacchetta - scrivono - ma non possiamo rischiare di trovarci costretti a inventare una candidatura all’ultimo momento». Terzo punto: «Ci aspettiamo che Cenni - scrivono - nel caso di una ricandidatura preci se intende presentarsi quale esponente civico espresso da una coalizione di centrodestra o quale candidato di una propria lista civica, come le sue esternazioni lascerebbero intendere».

Cosa aspetta Cenni posto che in alcuni incontri romani almeno alcune delle garanzie richieste sarebbero già state incassate? «Una spinta dal basso - è l’opinione di chi lo conosce bene - che la città dia un segnale».

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