Cinema Borsi chiuso, si cercano soldi per riaprirlo
La storica sala di Prato in mezzo al guado del passaggio al digitale. Eros Ossani dell’Eden pronto a rilevare il cinema, dopo aver preso il Nazionale a Quarrata
PRATO. Ciak, si chiude. Il grande schermo in via San Fabiano è spento da circa un mese. E non si sa quando riaccenderà. I lucchetti al cancello del “Borsi” e le bacheche sguarnite di locandine lasciano pensare che il futuro dello storico cinema d’essai sia parecchio incerto.
«Devono partire i lavori per sistemare il riscaldamento e l’installazione del digitale: per ora resta chiuso», dichiara monsignor Vittorio Aiazzi, da una vita gestore dello storico cinema "Borsi" (è nato negli anni Trenta) il cui edificio fa parte del patrimonio della Curia diocesana.
Risale al 16 dicembre scorso l’ultima proiezione della pellicola “Baci rubati”, nella rassegna dedicata a François Truffaut organizzata dal Cineclub Mabuse. Dopodiché, è calato il sipario. Ma l’annata non è stata delle migliori per il Borsi che, nel 2013, ha staccato circa 5mila biglietti (dati Cinetel). Anche il Mabuse, che in passato ha curato rassegne d’essai anche di successo come quella dedicata a Moretti e Fellini, sta alla finestra in attesa che riprenda la stagione. Ma non possono muoversi finché non prendono il via i lavori.
«La vera incognita è il passaggio al digitale», ammette Luca Barni, presidente del Mabuse Cineclub. L’addio alla pellicola era nell’aria già da tempo e a Prato a precorrere i tempi con la digitalizzazione della sua multisala in centro è stato Eros Ossani, patron dell’Eden che ha archiviato il 2013 con 50mila presenze e un 10% d’incassi in più rispetto al 2012 (nell'ultimo weekend 1400 biglietti staccati con "The butler" e "Capitale umano").
Comunque la Diocesi non è intenzionata a gettare la spugna e per far rivivere questo piccolo gioiello culturale incastonato tra le mura si sta dando da fare. «Stiamo cercando d’intercettare i finanziamenti del bando regionale per passare alla digitalizzazione», fa sapere Irene Sanesi, economo della Diocesi.
Intanto si è formato un gruppo di lavoro coordinato da Gianni Rossi, responsabile della comunicazione della Diocesi, per studiare un progetto di rilancio della storica sala del centro. «Di sicuro passerà l’inverno: stiamo esaminando tutte le strade percorribili in modo da riaprire prima possibile», assicura Rossi.
Mentre anche il Terminale, pur tra mille difficoltà, è riuscito a entrare nell’era digitale, il gestore dell’Eden è pronto a venire al capezzale del “Borsi” dopo aver compiuto un’operazione analoga a Quarrata con il salvataggio due mesi fa del cinema “Nazionale”. In quel caso Ossani si era aggiudicato la gestione installando il digitale attraverso un bando comunale. «Sono disponibile a gestire anche il “Borsi”: se l’ho fatto a Quarrata, figurarsi che non possa farlo nella mia città. Non perché sia bravo: penso di conoscere bene il mio lavoro».
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