Sicurezza
Cenni: non credo di dover fare autocritica
Il sindaco commenta il risultato del sondaggio del Sole 24 Ore nel quale è precipitato al 45%
PRATO. «A leggere i dati mi limito a prendere atto che sei sindaci su 10 diminuiscono il loro consenso. Dal canto mio non ho assolutamente da fare autocritica». Roberto Cenni precipita al 45% nel tasso d'apprezzamento dei cittadini. Con una limatura di un altro punto nell'indice di gradimento registrato annualmente dal sondaggio Ipr marketing-Il Sole 24 Ore su un campione di 2.000 intervistati e di 800 rispondenti stratificati statisticamente. Non esprime le intenzioni di voto, anche se comunemente il 50% viene ritenuto una soglia critica da raggiungere per valutare il potenziale elettorale di un candidato. Cenni non mette in discussione la solidità del campione, anzi, assodato il responso cerca di diluirlo in considerazioni di carattere generale. «C’è chi ha fatto peggio in questa classifica» sottolinea, facendo notare che il suo 94° posto nel ranking significa pur sempre una risalita rispetto al terz'ultimo posto occupato nella tabella, sempre stilata da Ipr l'anno scorso. Una magra consolazione se si pensa che la sua è la peggiore performance fra i sindaci toscani. Il raffronto è impietoso: si va dal lucchese Alessandro Tambellini (apprezzato da 57 cittadini su 100), Matteo Renzi (in forte risalita, al 55%) e lo stesso Alessandro Cosimi che ha rivisto quota 50%. Il sindaco di Prato ammette di nutrire altre sensazioni del consenso popolare: «Ho una percezione ben diversa anche del consenso del governatore Enrico Rossi», il più amato dagli italiani secondo il rilevamento demoscopico. Peraltro, Cenni contesta la correttezza metodologica di confrontare il dato del ballottaggio: «Io avrei preso il risultato del primo turno, quando presi il 45%». In realtà il trend negativo nei sondaggi va avanti dal 2010 con una flessione costante della popolarità. Sul piano operativo, ad ogni modo, ne trae uno spunto costruttivo per migliorare la sua azione: «Soprattutto, il punto dirimente è riuscire a comunicare meglio. Il problema più grosso, in effetti, che si ricava per 6 sindaci su 10 è il distacco crescente con i cittadini e da qui la necessità di avvicinare il grado di operatività di un'amministrazione comunale con quelle che sono le aspettative dei cittadini». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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