Il Tirreno

Prato

Prato punti sui progetti green

di Barbara Burzi

Legambiente chiede al Comune di investire risorse nei progetti di riduzione delle emissioni

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PRATO. Bollette più leggere e rimessa in moto del mercato edile con conseguente pioggia di posti di lavoro. Sono i vantaggi di un’operazione di riqualificazione energetica della città proposta da Legambiente nell’ambito di un percorso di partecipazione, svoltosi tra aprile e giugno scorsi, che ha coinvolto 140 cittadini e gli attori economici principali della città portando alla stesura di un documento unico.

Con una delibera dello scorso 17 dicembre l’amministrazione comunale ha accolto alcune istanze contenute nell’atto, tra le quali c’è quella che candida il Comune ad aderire al Patto dei sindaci, attraverso cui la città prenderebbe impegno di fronte all’Europa di migliorare i propri obiettivi energetici (riduzione delle emissioni incremento dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili) per generare risparmio nel rispetto dell’ambiente.

«Per dare via a questo processo e formalizzare l’adesione occorre una delibera consiliare - afferma Anna Maria Cecchini, presidente di Legambiente Prato - con l’adozione di un piano energetico volto a ridurre le emissioni, ad incrementare l’efficienza energetica e l’uso delle rinnovabili, sarebbe più facile accedere ai finanziamenti europei che servirebbero a sostenere gli interventi nella fase di avviamento».

Legambiente definisce l’operazione di riqualificazione energetica degli impianti e degli edifici della città «una grande opera pubblica per Prato» poiché avrebbe ricadute positive e immediate su tutto il territorio, sia in termini di risparmio sulle bollette che di lavoro. Lo sviluppo economico della città passa dunque, secondo i dirigenti di Legambiente, dalla capacità dell’amministrazione comunale di cogliere quest’opportunità candidandosi a fare da cabina di regia.

«Dopo un lungo periodo di tempo la giunta ha parzialmente accolto le nostre richieste, ma non possiamo fare a meno di rilevare che sono state approvate soltanto quelle che non implicano investimenti di risorse - continua Cecchini - eppure la riqualificazione energetica è l’unica operazione che potrebbe autofinanziarsi, oltre a rappresentare un’azione importante nella lotta ai cambiamenti climatici e per la conservazione delle risorse con ricadute positive sulla qualità della vita e la salute dei cittadini».

Per far comprendere meglio la portata dell’iniziativa, Legambiente ha calcolato che per le bollette (solo quelle a uso residenziale) i cittadini spendono circa 100milino l’anno, suddivisi tra elettricità e calore. «Tutto il denaro non speso in quelle bollette rientrerebbe nelle tasche della città dando lavoro alle imprese e opportunità di lavoro qualificato ai professionisti del settore - spiega Aurelio Imbrogno del direttivo provinciale - con prospettive serie di rilancio per il mercato dell’edilizia: si stima che un paino decennale di riqualificazione energetica metterebbe in moto un flusso di lavoro da 300milioni di euro l’anno sul territorio provinciale e nei dintorni».

Tra le altre richieste, Legambiente chiede al Comune di investire i 18milioni di euro incassati col passaggio a Toscana energia della rete di distribuzione, su efficientamento energetico e risparmio.

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