Sicurezza
Capannoni dormitorio: farli è possibile
Prato, nel regolamento edilizio le indicazioni per farli senza commettere abusi. Da febbraio controllate 600 aziende all’anno.
PRATO. L’obbiettivo è ambizioso: triplicare i controlli sulla sicurezza nelle confezioni cinesi e dunque passare da una media di meno di uno al giorno, quella attuale, a due o tre, sempre in media al giorno. Sono i numeri coi quali in questi giorni si confronta Aldo Fedi, direttore del Dipartimento di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro dell’Asl.
Il salto di qualità, come anticipato dal Tirreno, sarà la conseguenza dell’arrivo di un drappello di ispettori, inviati dal presidente della Regione Enrico Rossi sull’onda dell’indignazione per la morte di sette operai cinesi nel rogo della confezione Teresa Moda, lo scorso 1° dicembre.
Sui numeri c’è ancora qualche incertezza. A Fedi risulta che i 50 ispettori promessi da Rossi non verranno tutti a Prato ma saranno “spalmati” sull’area vasta comprendente anche Firenze, Empoli e Pistoia. Ma anche così sarà un decisivo passo avanti rispetto alle scarse risorse su cui si può contare oggi. L’obbiettivo, come detto, è triplicare i controlli ed estenderli al 15% delle aziende ogni anno rispetto al 5% attuale.
Tenuto conto che si calcola la presenza di poco meno di 8.000 aziende nell’area vasta, i controlli dovranno interessare 1.200 ditte, la metà delle quali in provincia di Prato. I tecnici stanno elaborando un piano operativo, che sarà fatto proprio dalla giunta regionale entro gennaio. I tre principali campi di intervento saranno i dormitori abusivi, la presenza di bombole di gpl e lo stato degli impianti elettrici. Ma oltre all’azione repressiva si punterà anche sulla formazione e l’informazione, l’educazione alla legalità, per convincere i confezionisti che mettersi in regola conviene, anche economicamente.
In questi giorni si parla molto anche dell’idea ventilata dal presidente Rossi sulla regolarizzazione dei dormitori. Quello che molti non sanno è che questa possibilità è già contenuta, nero su bianco, nel regolamento edilizio vigente del Comune di Prato per i nuovi insediamenti. E più precisamente nell’allegato C1. Di cosa stiamo parlando?
Del fatto che i tramezzi interni ai capannoni artigianali o industriali, se realizzati in una certa maniera, possono non essere abusi edilizi. Nel capitolo “strutture interne” dell’allegato C1, la cui approvazione è stata sollecitata in tempi non sospetti (2012) proprio dal Dipartimento di prevenzione dell’Asl, si legge che le strutture dovranno avere un’altezza non superiore al 50% della corrispondente altezza libera interna e comunque non superiore ai 2,5 metri. Si parla espressamente anche di soppalchi.
L’altra tipologia che potrebbe diventare decisiva nell’emersione dei dormitori abusivi è quella degli “alloggi di servizio”, ammessi solo nelle aree P3 del regolamento urbanistico: si tratta di alloggi adiacenti a capannoni di superficie non inferiore a 500 metri quadri. E’ consentita la realizzazione di alloggi, senza varianti urbanistiche, con una superficie pari al 15% di quella del laboratorio a cui sono asserviti, e che abbiano i requisiti igienico-sanitari corrispondenti a quelli richiesti per gli alloggi di civile abitazione.
Come si vede le soluzioni, almeno sulla carta, ci sono. E non è vero che la commistione tra luogo di lavoro e luogo di riposo è sempre illecita.
Per contattare l'autore dell'articolo potete scrivere a p.nencioni@iltirreno.it
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