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I più forti “mangiano” i piccoli il risiko della riorganizzazione

I più forti “mangiano” i piccoli il risiko della riorganizzazione

PRATO. Mercoledì prossimo i 15 lavoratori della Simply Sma andranno in Provincia per l’avvio della procedura di mobilità. Ieri è partita la raccolta di firma per evitare la chiusura del punto vendita...

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PRATO. Mercoledì prossimo i 15 lavoratori della Simply Sma andranno in Provincia per l’avvio della procedura di mobilità. Ieri è partita la raccolta di firma per evitare la chiusura del punto vendita Pam alla Querce. Evidentemente anche la grande distribuzione soffre per una crisi che non si arresta e che ha fatto calare i consumi nel 2013 del 3%. «Ma più che di contrazione della grande distribuzione, parlerei di riorganizzazione». E’ il giudizio del sindacalista Filcam Cgil Nunzio Martino. «La crisi - aggiunge Martino che segue il caso Simply - impone il taglio dei rami secchi e il potenziamento dei punti vendita strategici». Con un passaggio ulteriore, secondo Alberto Santini, segretario Filcam: «Il decreto sulle liberalizzazioni ha avuto un effetto dirompente a tutti i livelli: ha provocato la chiusura delle botteghe ma anche dei supermercati più piccoli a favore invece di quelli più grandi che si spartiscono nuove quote di mercato, appunto attraverso la riorganizzazione». Un riassetto che conferma anche Claudio Vanni di Unicoop Firenze: «Probabilmente per le politiche di vendita attuate - afferma Vanni - abbiamo chiuso il 2013 con cento assunzioni in più rispetto al 2012. Oggi ci avviciniamo agli 8mila dipendenti e con quote di mercato ulteriori». Lo stesso vale per Esselunga che a Prato tra maggio e giugno aprirà il punto vendita di Pratilia e per il 2015 ha in cantiere l’ampliamento di viale Galilei. Anche Conad fa u n passo avanti con il distributore di benzina a Maliseti e l’ampliamento alle Fontanelle. I supermercati Pam (veneti) invece hanno qualche difficoltà in più. «Si tratta di una fase di contrazione economica - afferma Daniele Spada - che vede in difficoltà anche la grande distribuzione». Per il direttore di Confesercenti Aldo Lorenzi: «E’ una politica economica sbagliata dei governi italiani e dell’Europa ad aver ridotto il settore del commercio in questo stato. Le liberalizzazioni hanno mandato a gambe all’aria le botteghe che invece sono il presidio della vivacità dei centri storici. Spero - conclude- che la tendenza cambi in fretta e che si smetta di puntare sulla finanza per premiare il lavoro e le buste paga dei dipendenti». (c.o.)

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