Sicurezza
Si avvicina l’offensiva di febbraio
Incontro riservato tra il presidente Rossi e il procuratore Tony: in arrivo 50 ispettori per le confezioni
PRATO. L’offensiva di febbraio si avvicina. Un nutrito gruppo di ispettori specializzati in prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro arriveranno a Prato nel giro di tre settimane e daranno un impulso ancora maggiore ai controlli nelle confezioni cinesi e non solo. Sono gli ispettori promessi dal presidente della Regione, Enrico Rossi, all’indomani della strage del Macrolotto, l’incendio della confezione Teresa Moda in cui lo scorso 1° dicembre hanno perso la vita sette operai cinesi.
Enrico Rossi ne ha parlato giovedì pomeriggio a Palazzo di giustizia col procuratore capo Piero Tony in un lungo incontro che doveva rimanere riservato ma di cui si è saputo e che ieri i due partecipanti hanno confermato.
«E’ stata una lunga chiacchierata e ne siamo usciti contenti» spiega il procuratore senza aggiungere molti particolari. Che cosa si sono detti, dunque? Hanno parlato del cosiddetto “caso Prato” e in particolare della necessità di potenziare gli organici di alcuni uffici strategici per garantire il rispetto delle regole di sicurezza sui luoghi di lavoro. In primo luogo, come detto, gli ispettori che devono vigilare sul rispetto delle regole. Il procuratore è ovviamente d’accordo, ma ha fatto presente una cosa che da decenni i magistrati che si sono alternati alla guida del Tribunale e della Procura di Prato tentano invano di far capire a Roma. E cioè che di pari passo con l’aumento dei controlli bisogna assolutamente potenziare gli organici di Procura e Tribunale. In caso contrario, l’aumento dei controlli è destinato a rivelarsi inutile, perché le pratiche si accumulerebbero sulle scrivanie e non produrrebbero alcun risultato se poi manca il personale che le deve istruire, trasformare in procedimenti penali ed eventualmente in processi che portino a sanzioni concrete.
Insomma, il vecchio discorso del Tribunale che diventa un “collo di bottiglia” dove vanno a incagliarsi migliaia di scartoffie.
Il presidente della Regione sa bene di non poter ordinare un potenziamento degli organici di Procura e Tribunale, ma può dare una mano, e ha promesso di farlo, per potenziare il personale di cancelleria, cioè quelle figure che lavorano nell’ombra ma sono determinanti per far funzionare la macchina della giustizia.
Se son rose, dunque, fioriranno. Quanto agli ispettori, Enrico Rossi spiega al telefono che saranno 50 e arriveranno in due momenti successivi: prima 25, poi altri 25, tutti destinati a Prato. Per la città è una mezza rivoluzione perché finora gli ispettori si contavano sulle dita di una mano.
«D’intesa col Comune - aggiunge Rossi - bisognerà agire sui controlli ma anche sulle iniziative in grado di far emergere quello che finora è rimasto sommerso». Di più non dice perché è cosciente che si tratta di un terreno minato, soggetto a polemiche.
L’offensiva di febbraio comunque è vicina. C’è da aspettarsi un’impennata di quei controlli che sono già massicci e diventeranno praticamente quotidiani. Forse non con lo strumento della squadra interforze, ma più mirati alla prevenzione e sicurezza sul lavoro. I confezionisti cinesi lo sanno e probabilmente si stanno già preparando. Ma l’allarme suona anche per i proprietari italiani degli immobili dati in affitto ai cinesi. Quegli stessi proprietari che all’indomani della tragedia di via Toscana fecero la fila davanti agli studi degli avvocati per preparare decine di lettere di disdetta degli affitti con le quali hanno pensato di cautelarsi.
Nelle lettere c’è scritto che, verificato lo stato dei luoghi (dormitori abusivi, bombole, impianti elettrici fatiscenti), i confezionisti devono togliere le tende entro 15 giorni. Di fatto però i confezionisti rimangono dove stanno e continuano a pagare l’affitto. Le lettere sono un’assicurazione in caso di controlli da parte delle forze dell’ordine.
Lettere che, nelle intenzioni dei proprietari, li terranno al riparo da conseguenze di natura penale.
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