Il Tirreno

Prato

L’affitto con bonifico? Ai proprietari l’obbligo non piace

di Maria Lardara
L’affitto con bonifico? Ai proprietari l’obbligo non piace

Chiappinelli (Uppi): «Non risolve il problema del “nero”» Il sindacato inquilini: «Si tratta di un fatto di civiltà»

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PRATO. Affitti con bonifico o con assegno? No grazie. Vai però a dirlo ai cittadini con il pallino della moneta “liquida”, soprattutto alcuni anziani e stranieri. I tempi sono duri per gli inquilini affezionati alle banconote per pagare l’affitto: dal primo gennaio, diventa obbligatorio solo versare con bonifico o assegno, in nome della tracciabilità. E se l’Uppi pratese (Unione piccoli proprietari) solleva il problema, il Sunia (sindacato degli inquilini legato alla Cgil) lo considera «un fatto di civiltà».

Per l’assessore alla Sicurezza Aldo Milone, infine, è solo un palliativo che non risolve alla radice il problema degli affitti in nero, alludendo al comportamento dei tanti inquilini cinesi avvezzi ai contanti. «Contanti o no, è risaputo come il nero s’annidi in quella parte di denaro che non è dichiarata sul contratto». In sostanza, la misura serve a poco se sul contratto registrato si dichiara un certo canone e poi il proprietario intasca soldi extra. «Ma gli affitti in nero vanno fatti emergere – esorta Luciano Lacaria, segretario del Sunia pratese - : dalla parte degli inquilini c’è sempre la normativa inserita nella “cedolare secca” del 2011 che rende conveniente il contratto per chi denuncia. A Prato c’è sempre stato un pauroso fenomeno di evasione, acuito dalla crisi». Non è così scontato che i nomi dei furbetti vengano allo scoperto. Nell’ultimo anno, il Sunia ha seguito solo tre casi di inquilini che hanno denunciato il padrone dell’immobile che affittava in nero.

I pro. Forse all’inizio l’obbligo di “tracciare” i versamenti per pagare la casa sarà difficile da mandare giù. «E’ stato così anche un anno e mezzo fa, per la norma antiriciclaggio che vieta i pagamenti in contanti oltre mille euro per le pensione – dicono dal Sunia -. All’inizio, tanta apprensione per gli anziani ma poi…». Presto scatterà la riduzione della cedolare secca sugli affitti che passerà dal 15% al 10% per i contratti a locazione concordata. Tradotto: agevolazioni fiscali per il proprietario se i canoni vengono pattuiti. «Il 10-15% dei contratti di locazione a Prato avviene con questo regime – sottolinea Lacaria - Siamo di fronte a un mercato al ribasso, gli affitti continuano a calare. A tal proposito, occorre rivedere i protocolli territoriali per i contratti di affitto a canone concordato, che tiene conto dei costi zona per zona. A Prato questi patti hanno più di dieci anni. Dall’assessore Mondanelli ho avuto disponibilità verso un una revisione».

I contro. Il centralino dell’Uppi di Prato in questi giorni è tartassato di telefonate. Con gli occhi dei proprietari, lo stop ai contanti nei versamenti dell’affitto viene visto come l’ennesimo balzello. «Sono una categoria mortificata a tutti i livelli – afferma l’avvocato Annamaria Chiappinelli, segretario dell’Uppi - e il nuovo obbligo non risolve il problema del nero. Il contratto di locazione deve essere registrato per essere in regola. Oltretutto, la normativa introdotta dal Governo prevede come sanzione per i proprietari la perdita di alcuni benefici senza specificare quali, presumibilmente la possibilità di detrazioni fiscali. Ormai l’imposizione fiscale è giunta a livelli insostenibili. Oltretutto, si obbligano tanti pensionati ad aprire un conto corrente e quindi a spendere ulteriormente». E se l’inquilino sgarra, è possibile una sanzione fino a 40% del canone.

La storia. C’è anche l’altra faccia della medaglia. Piccoli proprietari che contano sulla rendita dell’affitto per arrotondare le magre entrate della pensione. E se l’inquilino in difficoltà non paga, vuoi per la crisi che nel 2013 a Prato ha fatto quadruplicare gli sfratti (dati Uppi), quasi tutti per morosità, rischia di mettere in ginocchio chi gli messo a disposizione la casa.

Due giorni fa, l’Uppi ha raccolto la testimonianza disperata di un anziano pensionato che non sa come fare a tirare avanti con una pensione di 500 euro al mese, perché gli sta venendo meno l’entrata derivante dalla locazione (600 euro al mese). Piccoli proprietari che hanno fatto sacrifici per comprare un immobile come investimento.

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